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FOTO Le celebrazioni del 25 aprile, le parole dei sindaci Tosi e Parma

La Liberazione è stata festeggiata nei comuni riminesi, le immagini e i commenti

Attualità Riccione | 14:22 - 25 Aprile 2019 Celebrazioni del 25 aprile a Riccione e Santarcangelo Celebrazioni del 25 aprile a Riccione e Santarcangelo.

Si è svolta giovedì mattina la cerimonia di celebrazione del 74° anniversario della Liberazione, con la deposizione delle corone ai monumenti dei caduti e le letture degli studenti delle scuole medie dell'Istituto Comprensivo Giancarlo Zavalloni. Qui di seguito l'intervento del sindaco Renata Tosi.


Carissimi concittadini, concittadine, autorità, associazioni partigiane e combattentistiche, è per me un grande onore prendere la parola in questo giorno così importante e sento la responsabilità di essere rappresentante di tutta la Comunità che mi ha democraticamente scelta come Sindaco. Grazie per essere qui, per questo importante momento di condivisione, di storia, di commemorazione e di ricordo.

La democrazia è come un albero: più le radici sono forti e salde, più l'albero può crescere e prendere vigore. Se vengono meno le radici, tutto il resto morirà con esse. Per questo il 25 aprile è per tutti noi un giorno al quale non si dovrà ma rinunciare.

La democrazia funziona con il confronto di opinioni, con la pazienza, la mediazione, la faticosa intesa, la critica anche aspra ma rispettosa delle persone e dei fatti, con l'attenzione delle regole e soprattutto delle persone, con il riconoscimento intellettualmente onesto del lavoro svolto da chi si occupa della cosa pubblica. Per questo, essere qui oggi non è un rito fuori dal tempo. Al contrario, rappresenta il giusto ricordo delle nostre radici e diviene momento di ascolto e di riflessione. La Resistenza e la guerra di Liberazione hanno rappresentato la capacità concreta di uomini e donne di superare la rassegnazione, chiamati a battersi per il bene sociale, confidando in una giustizia effettiva che regolasse la convivenza, garantendo la dignità di ogni individuo. Agli uomini e alle donne che hanno combattuto per il futuro e il nostro presente va oggi il nostro pensiero, carico di stima, considerazione e gratitudine.

Per comprendere al meglio il senso del 25 Aprile 1945, credo sia necessario rivolgere il nostro pensiero, il nostro sguardo, ai protagonisti di quella stagione in favore della vita e della libertà. A loro va la nostra gratitudine e il nostro impegno a tenere vivo il loro esempio di amore e coraggio.

La Costituzione è il frutto principale del 25 aprile. E' la strada maestra sulla quale camminare . Per questo la Costituzione resta il cuore e, insieme, la mente che guida ogni azione. Spetterà soprattutto ai giovani garantire la difesa dei valori della Resistenza.

Occorre avere la consapevolezza che la democrazia è un bene collettivo, che appartiene ad ognuno di noi e che significa partecipazione attiva e impegno per costruire il futuro della nostra comunità.

Oggi in virtù di questa fascia tricolore che indosso sento di dover ringraziare tutti i riccionesi per avermi dato l'onore di rappresentare la città di Riccione in questa cerimonia che vuole commemorare una ancor oggi e sempre preziosa democrazia. Una data che deve rimanere impressa nel cuore di tutti per fondare una memoria civica collettiva realmente condivisa da ognuno di noi.

Viva la Costituzione! Viva la Repubblica!

SANTARCANGELO. In una nota l'amministrazione comunale di Santarcangelo sottolinea la partecipazione straordinaria della cittadinanza, superiore anche rispetto a quella già alta degli scorsi anni. Di seguito il discorso del sindaco Alice Parma. 


Buongiorno a tutti, vi ringrazio per aver scelto di ricordare e festeggiare insieme a noi la Liberazione. Dico festeggiare perché si tratta prima di tutto di una festa, un momento in cui il Paese si ritrova, o dovrebbe ritrovarsi, unito a celebrare una svolta positiva nella sua storia dopo vent’anni di buio e sofferenza. 
Una festa, quindi, che dovrebbe essere di tutti, e invece purtroppo non lo è. Lo ascoltiamo nelle cronache di questi giorni, vediamo manifestazioni di odio politico crescere a ogni latitudine.

E siamo costretti ad affermare pubblicamente che il 25 Aprile è parte integrante del calendario istituzionale italiano, anzi direi parte costituente, giusto per precisare meglio i termini della questione.

C’è bisogno di dirlo? Forse no? Io invece temo di sì. Non che mi faccia piacere ripetere qualcosa di scontato, ma la Liberazione è e deve essere considerata un altissimo momento istituzionale, non una contesa politica come si cerca di dipingerla in questi giorni.

A Santarcangelo, in questi cinque anni, abbiamo cercato di mettere in pratica quotidianamente questo principio: integrare i principi della Costituzione nel governo della città, far sì che diventassero il motore della nostra azione.

Ieri è cominciata una rassegna ricchissima, una settimana di eventi per la quale dobbiamo ringraziare soprattutto l’ANPI oltre a tutti gli altri componenti del Comitato cittadino antifascista.

Comitato che, non mi stancherò mai di ripeterlo, è un organo istituzionale di questa città. Così come per noi Ora e sempre! non è semplicemente un evento culturale: è parte della nostra attività istituzionale.

Perché arriva a compimento – e speriamo a dare nuovo impulso – a un lavoro durato cinque anni, che a sua volta raccoglie il testimone di chi ci ha preceduti. Perché Santarcangelo è antifascista, lo dice la sua storia.

Una storia che abbiamo cercato di raccogliere in modo sistematico perché sia tramandata, soprattutto ora che quasi tutti i testimoni oculari di quelle vicende non sono più con noi.

Da questo punto di vista, festeggiamo con addosso la tristezza di chi ha perso non una, ma due persone care. Oggi è il primo 25 Aprile senza Gianni Fucci e purtroppo, è notizia recente, senza Guerrino Giorgetti.

Il loro impegno antifascista di allora, proseguito nei decenni insieme all’ANPI, per quanto mi riguarda è condensato in un’immagine, che puntualmente rivedevo davanti ai miei occhi ogni 25 Aprile.

Gianni e Guerrino che reggevano la corona d’alloro alla lapide sotto i portici del Comune: un’immagine simbolica che racchiude tutto e che quest’anno, con grande tristezza, non abbiamo potuto vedere.

Gianni e Guerrino sono due persone che hanno contribuito a fare la storia di Santarcangelo, e che anche per questo non dimenticheremo. Per ricordarli come meritano, vi chiedo un grande applauso.

Gianni Fucci è stato protagonista del lavoro di questi anni sulla memoria anche perché, grazie all’impegno dell’ANPI, è stato ristampato il suo volume scritto insieme a Serino Baldazzi, “La notte delle bandierine rosse”, vera e propria “bibbia” della Resistenza santarcangiolese.

Un libro che insieme al volume “Per non dimenticare Rino Molari”, di Pier Gabriele Molari e Luciano Casali, era e torna a essere una fonte preziosa, soprattutto per chi non ha avuto la fortuna di ascoltare di persona quei racconti.

Oltre alla stampa o ristampa dei volumi, l’intenso lavoro del Comitato cittadino antifascista si è concretizzato nel progetto “Memoria dei luoghi, memoria delle voci”, che ha disseminato il territorio comunale di targhe in ricordo di figure particolarmente importanti per la Resistenza santarcangiolese.

Tra le tante  – che hanno composto un percorso nuovo e diverso per conoscere Santarcangelo e la sua storia – non posso non citare ancora una volta Rino Molari, che lo scorso anno abbiamo ricordato rinnovando il basamento della lapide a lui dedicata, situata alla Pieve.

Terzo e non ultimo ambito di lavoro del Comitato, i laboratori per le scuole e con le scuole, che anche quest’anno portano in dote i risultati della creatività e della fantasia di bambini e ragazzi.

Potrei continuare con le iniziative istituzionali e lo sguardo sempre attento all’attualità attraverso i tanti incontri organizzati in biblioteca e al Musas, per far capire che iniziative come "Ora e sempre"! non sono isolate, ma fanno parte di un percorso strutturato e, lo ribadisco, istituzionale.

Non vorrei però dilungarmi, quindi concludo con un concetto che ritengo molto importante, non soltanto oggi ma soprattutto oggi, che è il 25 Aprile.

Quel concetto è l’unità. Una volta si sarebbe detto: “l’unità del fronte antifascista”. Un fronte composito, che a livello europeo comprende quelle associazioni – tra cui l’ANPI – che lo scorso dicembre hanno sottoscritto un documento congiunto.

E che a livello locale accomuna i tanti soggetti diversi che fanno parte del Comitato, e che in questa occasione vorrei ancora una volta ringraziare insieme alle autorità, alle forze dell’ordine e alla polizia municipale, sempre presenti.

Grazie all’ANPI, partner indispensabile del lavoro sulla memoria.

Grazie a Werter Paesini, partigiano all’estero e nostro cerimoniere ufficiale.

Grazie a Flavio Delvecchio, che qui rappresenta i familiari dei deportati.

Grazie agli istituti culturali, fonti di conoscenza e spunti preziosi.

Grazie alle scuole, principali destinatarie del nostro impegno.

Grazie alla Pro Loco, custode della storia e delle tradizioni cittadine.  

Grazie alla banda musicale di Santarcangelo, che dà voce al nostro corteo. 

Grazie infine alle forze politiche, per la loro partecipazione oggi.

Voi siete il Comitato cittadino antifascista. E insieme a voi voglio augurare a tutta Santarcangelo un buon 25 Aprile. Grazie.