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Rimini: non ci sono 71.000 euro per il rimborso dei cittadini esenti dal pagamento Tari

I sindacati accusano l'amministrazione comunale: danneggiate 302 famiglie

Attualità Rimini | 11:31 - 25 Aprile 2019 Tari (foto di repertorio) Tari (foto di repertorio).

Cgli, Cisl e Uil nuovamente all'attacco dell'amministrazione comunale di Rimini: dopo le critiche per l'aumento dell'aliquota Irpef, i sindacati chiedono il rimborso dei cittadini che avevano anticipato il pagamento della Tari, pur avendo la possibilità, effettivamente esercitata, di ottenere l'esenzione dal tributo. L'amministrazione comunale avrebbe risposto, dicendo che non ci sono le risorse a bilancio (circa 71.000 euro) per effettuare questo rimborso che spetterebbe, spiegano i sindacati, a 302 famiglie con Isee inferiore a 9000 euro. "Non più tardi di qualche settimana fa abbiamo dovuto subire l’aumento dell’Irpef comunale a scapito di lavoratori dipendenti e pensionati, una manovra che ha portato 4 milioni e mezzo di euro nelle casse dell’Amministrazione Comunale e ora ci dicono che dal bilancio, su cui tra l’altro non è stato possibile alcun confronto, non si possono ricavare 71.000 euro", attaccano i sindacati in una nota congiunta. Non è l'unico punto di scontro: l'amministrazione comunale per il 2019 non chiederà i pagamenti in anticipo, ma dal 2020 verranno cancellate le esenzioni totali. Per Cgil, Cisl e Uil, l'amministrazione comunale pratica la "disintermediazione", cioè "sconfessare qualsiasi ruolo di rappresentanza democratica organizzata proveniente dalla società civile; deliberare strategie politiche e di governo in nome di un mandato che si pretende assoluto".