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Circolare Salvini su Prefetture, Gnassi: "Invece che indossare felpe mandi uomini per la sicurezza delle città"

Il sindaco di Rimini si scaglia contro il ministro dell'Interno con sagace ironia

Attualità Rimini | 17:44 - 18 Aprile 2019 Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi.

Tutta colpa della circolare ministeriale. Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi non è proprio riuscito a trattenersi dopo aver letto la comunicazione che il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha inviato alle Prefetture di tutta Italia «per dire ai prefetti di fare i prefetti, esattamente come prevede la Costituzione. Grandioso, detto da chi fino all’altro ieri dichiarava che andavano aboliti».

Oggetto della circolare le questioni di sicurezza e legalità. «In nome della propaganda si indossano felpe e si inviano circolari ma non si inviano uomini e mezzi per garantire la sicurezza delle città». Proprio qualche giorno fa lo stesso vicepremier aveva inviato al primo cittadino una lettera in cui garantiva l’impegno suo e dello staff ministeriale a trovare una soluzione celere al problema dell’acquisizione e contestuale riqualificazione della Cittadella della Sicurezza, che nei sogni dovrebbe ospitare non soltanto la Questura, ma anche la Polizia stradale e il comando provinciale della Guardia di finanza. Per ristrutturarla però ci vogliono oltre 30 milioni di euro, per non parlare delle difficoltà tecnico-finanziarie ricordate dallo stesso Salvini nella lettera a Gnassi.

Ma torniamo allo sfogo del sindaco: «In nome della campagna elettorale si sviliscono e offendono le istituzioni (i Comuni) affermando falsità sulle funzioni assegnate ai sindaci. Dovendosene occupare il ministro dell’Interno e i prefetti di ordine pubblico è di fatto una circolare che il Ministro rivolge a se stesso. Dunque intervenga, perché sono anni che sindaci e polizie locali devono supplire autonomamente, volontariamente, disperatamente ai ritardi, alle distrazioni dello Stato». Ma ora che è passata questa nuova circolare, «le forze dell’ordine e la Prefettura possono ora intervenire su quanto già di loro competenza, ad esempio per l’area stazione, la prostituzione lungo la Statale da Bellaria a Riccione, l’abusivismo commerciale in spiaggia. Ma in questi anni di deficit di organici, uomini in strada e leggi certe, è solo con l’abnegazione delle forze dell’ordine che già erano qui (in numero nettamente inferiore alle esigenze della nostra realtà territoriale) e il nostro impegno che si è potuto dare ai cittadini risposte concrete». (f.v.)