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Consulenza fittizia milionaria, sottosegretario indagato a San Marino

Con lui anche presidente della Banca Centrale Sammarinese

Attualità Repubblica San Marino | 12:16 - 15 Aprile 2019 Palazzo Pubblico San Marino Palazzo Pubblico San Marino.

Per una consulenza 'fantasma' da 220 mila euro sono stati iscritti nel registro degli indagati dal Tribunale Unico di San Marino, Catia Tomasetti, presidente dal maggio scorso di Banca Centrale sammarinese, e Sandro Gozi, ex sottosegretario con delega agli affari europei alla presidenza del Consiglio dei Ministri nei governi Renzi e Gentiloni, nonché candidato alle prossime europee con la lista 'En Marche' del presidente francese Macron. Gozi e Tomasetti secondo l'indagine del commissario della legge Alberto Buriani, in concorso tra loro "con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso", avrebbero indotto "il consiglio direttivo di Banca centrale di San Marino a stipulare un contratto con Gozi per una consulenza rivelatasi poi fittizia". La consulenza, secondo la task-force della polizia giudiziaria coordinata dal magistrato in un'indagine partita in seguito a un esposto lo scorso dicembre, aveva come oggetto l'adeguamento normativo sammarinese per armonizzare i rapporti con l'Ue e con le istituzioni estere. Stando all'accordo la consulenza sarebbe stata pagata a Gozi 120 mila euro, con pagamenti mensili da 10 mila euro più un rimborso spese e una 'success fee' da 100 mila euro a sottoscrizione dell'accordo con l'Ue, a prescindere dal fatto che che Gozi vi avesse contribuito o meno. L'ipotesi di reato per Tomasetti e Gozi formulata dalla magistratura sammarinese è amministrazione infedele in concorso, aver cioè prodotto con il loro comportamento un danno nei confronti dell'ente, in questo caso la Banca Centrale sammarinese (Bcsm). Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, era stato Gozi, quando era sottosegretario, ad aver presentato all'allora ministro alle Finanze sammarinese, Simone Celli, la riminese Catia Tomasetti come possibile candidata alla presidenza dell'istituto di vigilanza bancaria sammarinese. Tomasetti fu poi eletta dal parlamento sammarinese. Nel giugno dello scorso anno tra i suoi primi atti aveva quindi proposto la nomina di Gozi come consulente. Stando alle indagini, da presidente aveva poi omesso di informare il consiglio direttivo di Banca centrale dei pregressi rapporti con Sandro Gozi, il quale "già in passato - scrivono dal Tribunale di San Marino - si era adoperato perché la Tomasetti ricevesse incarichi presso istituti bancari italiani quali Cassa di Risparmio di Ferrara, ora in liquidazione coatta e amministrativa, e Cassa di Risparmio di Cesena, incorporata nel 2018 dal gruppo Crédit Agricole Cariparma".






ANSA