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Truffe assicurative e corruzione, coinvolto anche un medico dell'ospedale. Tre arresti a Rimini.

Diverse perquisizioni domiciliari e sequestri patrimoniali per oltre 400 mila euro

Cronaca Rimini | 08:15 - 12 Aprile 2019 Truffa assicurazioni, Carabinieri Guardia di Finanza Truffa assicurazioni, Carabinieri Guardia di Finanza.

False certificazioni di infortuni per ottenere risarcimenti milionari dalle polizze assicurative.  Operazione "Rischio zero" dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Rimini tra Rimini, Montescudo Montecolombo, Santarcangelo di Romagna, Bellaria, Borghi e Longiano.

GLI ARRESTATI. Un medico ortopedico in servizio presso il Pronto Soccorso Ortopedico dell’ospedale “Infermi” di Rimini; Un assicuratore 58enne, residente in provincia di Rimini; Un 36enne di origini campane, già noto alle forze dell’ordine con precedenti, tra cui tentato omicidio, porto abusivo di armi, truffa, associazione per delinquere finalizzata all’estorsione ed all’esercizio abusivo del credito. Sono stati inoltre sequestrati "per equivalente" circa 416mila euro nei confronti di 14 persone indagate.

LE INDAGINI. Tutto è partito nel febbraio 2017 con intercettazioni telefoniche ed ambientali, controlli e pedinamenti. Secondo quanto ricostruito il sistema corruttivo era in atto dal 2015 tra un medico ed un ex broker assicurativo. Fin dall'inizio era stato chiaro il rapporto di collaborazione ed amicizia tra il medico e il broker.

La truffa aveva un modus operandi più o meno standard. Tutti gli infortunati avevano l'arrestato come agente assicurativo tramite il quale avevano stipulato svariate polizze relative al medesimo rischio. Le persone coinvolte non avevano una disponibilità economica tale da investire in tante polizze. Gli incidenti avvenivano nel semestre successivo alla stipula e venivano disdette dopo la liquidazione. Tutti gli incidenti erano più o meno simili: cadute in bicicletta, cadute da sedie o sgabelli, cadute dalle scale. Non risultava poi nessun intervento di ambulanze e i "feriti" andavano direttamente al Pronto Soccorso ortopedico, saltando il triage. Tutti i coinvolti erano conoscenti dell'assicuratore.

LA TRUFFA. Il medico compiacente produceva falsi certificati medici di pronto soccorso che venivano allegati alle richieste di risarcimento assicurative. Nei referti venivano evidenziate problematiche fisiche esagerate o inesistenti per far ottenere al paziente risarcimenti milionari. Ogni persona aveva stipulato contratti assicurativi con diverse compagnie. Gli "infortunati", pagando un compenso, ottenevano una documentazione medica completamente falsa che attestava danni fisici più gravi rispetto alla realtà.

La perquisizione domiciliare a casa dell'assicuratore ha permesso di recuperare ingente materiale e un hard disk. Ogni falso sinistro era stato archiviato con diligenza ed evidenziato, comprese le note spese e i pagamenti effettuati al dottore compiacente (dai 250 a 500 euro a referto). Inoltre è stato trovato anche una sorta di "manuale" da fornire ai falsi feriti per elencare sintomi, dolori e cure da poter "recitare" davanti ai periti delle assicurazioni truffate.