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Inquinamento acustico in spiaggia Rimini, continuano le lamentele

L'osservazione nasce dalla notizia sul publiphono in spiaggia

Attualità Rimini | 16:43 - 11 Aprile 2019 Foto storica del Publiphono Rimini Foto storica del Publiphono Rimini.

Riceviamo e pubblichiamo una vostra ricevuta nella nostra pagina Facebook in merito alla notizia relativa all’impossibilità da parte della Regione di vietare la trasmissione di pubblicità in spiaggia tramite publiphono

Vivo e lavoro a Rimini da sempre e come tanti il grosso della mia attività è legata al settore turistico, balneare e congressuale. per mia fortuna parlo correttamente inglese, francese, più alcune parole di russo, tedesco e spagnolo. La mia clientela è eterogenea: giovani, famiglie, anziani, generalmente con mezzi economici medio alti se raffrontati alla media. molto spesso mi capita di conversare con clienti stranieri, tedeschi, scandinavi e britannici, ma anche tantissimi italiani. Quelli che possono sembrare convenevoli spesso rivelano aspetti molto interessanti della percezione della nostra Riviera agli occhi di chi viene qui in vacanza. Amano la Romagna, la nostra ospitalità calda ma efficiente, la gentilezza casereccia, il cibo sublime e l'organizzazione eccellente. Oltre alla qualità dell'acqua, su cui purtroppo possiamo solo armarci di pazienza e ottimismo visto che tanto è già stato fatto, di una sola cosa si lamentano: inquinamento acustico. E non nel senso di clacson o schiamazzi di ragazzini ubriachi.
Ho avuto occasione di vivere a Viserba in piena stagione estiva e non è stato difficile trovare riscontro a quanto sentivo dire da moltissime persone, turisti paganti, che consideravo semplicemente esagerate: “Tutto molto bello, ma è proprio necessario tutto questo caos sonoro?". Mio malgrado ho dovuto dare loro ragione.

Tralascio le orchestre di cover band che propongono le stesse canzoni da 40 anni a volumi da fare tremare i vetri fino a tarda sera (potrei elencarle tanto sono originali: Ballo del qua qua, Macarena, Io vagabondo, Siamo i watussi) con tanti saluti a chi si alza alle 5.30, ma pazienza, non è turista, non ha diritti. Mi riferisco in particolare a quando mattina e pomeriggio si viene molestati dagli annunci della motonave Bella Rimini, che col suo nastro registrato e altoparlante gracchiante invita in tutte le lingue meno il russo (in che anno sono rimasti? 1980?) a visitare “portoverdecattolicagabicce” offrendo pesce alla griglia e vino. Il riverbero sugli edifici fronte mare crea un eco fastidioso e surreale, una sorta di lager-vacanze che raggiunge il parossistico quando ci sono gli annunci in tedesco.

E qui vengo al motivo di questo messaggio, il publiphono (ph?) è parte integrante di questa costante cacofonia. Fatti salvi i bambini smarriti e l'orario dei salvataggi, i (radi) turisti in spiaggia vengono bombardati da inserzioni di dubbia utilità ed efficacia 2 volte al giorno, inesorabilmente. Mai sentito parlare di internet? O è rimasta la mentalità da spot ultrainvasivo per teledipendenti? La macelleria, il negozio di vestiti, Montebello, gli stessi da quando ero bambino. Il tono ricorda quello di un giostraio-dj-imbonitore, le vittime sopportano in silenzio prima di tornare a rilassarsi e godersi la spiaggia. Il turismo cambia, economia, divertimento e gusti cambiano, mi sembra assurdo che un luogo che ha fatto dell'innovazione la sua forza sia rimasta a certi mezzi grotteschi da discoteca anni 80, non solo inutili ma ormai fastidiosi.