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Omaggio ad Ennio Flaiano a Sant'Agata Feltria, quarto appuntamento della stagione teatrale

Il teatro Mariani ospita "Con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole" con Denio Derni

Eventi Sant' Agata Feltria | 11:58 - 08 Aprile 2019 Fabrizio Sirotti e  Denio Derni Fabrizio Sirotti e Denio Derni.

Il quarto appuntamento della stagione 2019 del Teatro Mariani di Sant’Agata Feltria, sabato 13 aprile 2019 alle 21.00, porta un titolo sognante e paradossale per omaggiare un grande della cultura italiana, Ennio Flaiano: Con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole. Il maestro del paradosso satirico e irriverente, critico corrosivo e ironico dei nostri tempi, tornerà a rivivere attraverso la voce di Denio Derni e la musica di Fabrizio Sirotti: un monologo di disarmante attualità. E necessario, soprattutto nel momento che il Bel Paese sta attraversando. Perfetto per questa seguitissima stagione 2018-19 del Teatro Mariani, che si intitola proprio “Cantami di questo tempo”.

Implacabile, feroce con se stesso e quindi felicemente feroce con tutti, ironico fino al sarcasmo e cupo fino alla tristezza, certe volte tragico senza essere serio, come dice una lapide sulla casa romana dove abitò, Flaiano. Penna italiana che, graffiando, descrisse gli italiani: Ennio Flaiano, categoria raccontatori di storie, traduttori della realtà, ancor oggi di una attualità sconcertante. Giornalista, polemista, scrittore di romanzi, sceneggiatore dei film di Antonioni, Blasetti, Monicelli, e poi, con Fellini, La strada, I vitelloni, Le notti di Cabiria, Otto e mezzo: a guardare oggi l’elenco delle opere che portano anche la sua firma c’è da sbalordire. Si ha la sensazione che il miglior cinema italiano tra il ’50 e il ’60 sia passato fra le sue mani. Dal teatro al cinema, dal pamphlet al racconto, dall’elzeviro alla farsa: il genere è soltanto un mezzo, quello che conta è la parola. Perché, come ebbe a dire lo stesso autore «Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere».

Esiste un’arte impareggiabile e sopraffina che consiste nel mettere in una frase, in due parole, in una fucilata di senso compiuto verità immense: l’aforisma è un coltello affilatissimo, e Flaiano lo usava con una maestria impareggiabile per sezionare i vizi italiani: furbizia, vanità, banalità, ignoranza, in un gioco divertentissimo che svela i luoghi comuni, portandoli, in qualche modo, fuori dal comune: “La situazione politica è grave, ma non seria”, “Coraggio, il meglio è passato”. Alcune espressioni del nostro autore sono entrati stabilmente e irreparabilmente nel quotidiano della cultura italiana: “Saltare sul carro del vincitore” è un’espressione di Flaiano, ad esempio. E poi, paradossi e calembour anche, ma sempre densi e vivi: “L’oppio è la religione dei popoli”. E ancora: “Oggi domina il culto della mancanza di personalità”. Frasi funamboliche, dietro le quali c’è una visione lucidissima, ma un po’ sconfortata del presente, che diventa satira strepitosa se ci si sa fermare, come faceva Flaiano, un millimetro prima di cadere nel cinismo. 

Lo spettacolo portato in scena da Derni e Sirotti è all’insegna dell’essenzialità: un pianoforte, qualche diapositiva e un sacco di esilaranti storie da raccontare. In più, aiuteranno la narrazione anche spezzoni di film che portano la firma di Flaiano, che scorreranno sul palcoscenico del Teatro Mariani, accompagnati dal vivo al pianoforte da Fabrizio Sirotti, mentre, incalzanti, le parole dell’intellettuale racconteranno gli Italiani, Roma, i viaggi, il cinema, l’amore, le donne, il vizio. Con la voce di Denio Derni, in continuo e fitto scambio con la musica di Fabrizio Sirotti, a rendere il distacco, la capacità di vedere da fuori, di essere dentro a tutto senza far parte di nulla, di Ennio Flaiano.

Per la prima volta assoluta in questo spettacolo, alcuni testi di Flaiano diventano canzoni, un po’ maledette, aspre, irriverenti e vere: Cinquantadue settimane, Sublime indecisione di un’amante dimenticata, Venga da noi dopo cena, vuole?, Il lamento del tabaccaio: musiche di Sirotti, parole di Flaiano, canta Fabrizio Sirotti. “Ma certo non è Sanremo”, tengono a sottolineare, sarcasticamente, gli autori.

Per info e prenotazioni: tel e whatsapp 327 5766384.

Ingresso 12,00 € + tessera del'Associazione Ostinata e Contraria (3,00 € una tantum).

Il biglietto teatrale dà diritto allo sconto del 10% nelle strutture ristorative e ricettive convenzionate.