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Il governo non riconosce stato d'emergenza nazionale per la E-45: è polemica

In una lettera alle regioni interessate, si sottolinea che i problemi devono essere risolti in via ordinaria dagli enti competenti

Attualità Nazionale | 14:46 - 06 Aprile 2019 Viadotto Puleto della strada E-45 Viadotto Puleto della strada E-45.

Il governo non ha riconosciuto lo stato d'emergenza nazionale a seguito della chiusura del viadotto Puleto sulla E-45 disposta dalla Procura di Arezzo, a metà gennaio 2019, per rischio di cedimento. Nelle motivazioni addotte dal governo, si sottolinea che i problemi sollevati dovrebbero essere risolti "in via ordinaria" dagli enti competenti, che non si tratta di una situazione "imprevista e imponderabile", ma di una "condizione di cronico ammaloramento generato da mancati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria". Relativamente all'assistenza alla popolazione, la lettera inviata alle regioni Emilia Romagna, Toscana e Umbria - dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento nazionale di protezione civile - fa riferimento ad attività limitate, che non richiedono quindi lo stato d'emergenza nazionale. 

LE REAZIONI. Contrariato il presidente della Regione Emilia ROmagna Stefano Bonaccini: "Quasi che non fosse successo nulla di grave, tutto normale o quasi, e comunque risolvibile in quattro e quattrotto. E come se quanto hanno vissuto le famiglie e gli studenti, e purtroppo stanno ancora vivendo imprese e lavoratori – dalla Valle del Savio ai Comuni cesenati di Roncofreddo e Sogliano al Rubicone, fino a Sant’Agata Feltria nel riminese – non fosse degno di attenzione e di nota del Governo". Bonaccini accusa il governo di aver sottostimato i gravi disagi subiti dalla popolazione e dagli industriali, di aver sostanzialmente invitato ad arrangiarsi territori e comunità locali. "Noi siamo certamente abituati a rimboccarci le maniche: ai primi 250 milioni stanziati nell’immediato ne abbiamo aggiunti altrettanti nell’attesa che il Governo onorasse gli impegni attesi. E dopo il silenzio e le promesse non mantenute sugli ammortizzatori sociali, oggi arriva una risposta che giudichiamo non solo sbagliata, ma quasi offensiva”, spiega Bonaccini. Il presidente della regione Emilia Romagna ricorda che l'E-45 è un'infrastruttura statale: "A chi spettava monitorare, prevedere e ponderare?". Forte rammarico anche dei sindaci del territorio: Marco Baccini (Bagno di Romagna), Paolo Lucchi (Cesena), Monica Rossi (Mercato Saraceno), Fabio Molari (Montiano), Enrico Salvi (Verghereto), Enrico Cangini (Sarsina). I sindaci, in una nota congiunta, snocciolano alcuni numeri: "Ad ormai 80 giorni dalla chiusura dell’E45, sono 75 le imprese e 13 i lavoratori (per un danno dichiarato ben oltre il milione di euro) che hanno segnalato i propri disagi e che ci lanciano da settimane una richiesta d’aiuto".

Inoltre, "Unioncamere ha valutato in 5 milioni il danno per l’autotrasporto, in 700.000 euro al mese per il turismo, in milioni quelli per i cittadini". I sindaci sono fortemente preoccupati in prospettiva futura: "la situazione è destinata a peggiorare, inevitabilmente, poiché nessuno sa quando riaprirà la strada e quando cesseranno gli effetti di una chiusura che dal punto di vista dell’immagine ci ha isolati dall’Italia".