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Condhotel: parere favorevole in commissione Territorio al progetto di legge

Relatrice Pd: "Possibile ristrutturare alberghi e colonie prevedendo la compresenza di camere e alloggi privati"

Turismo Rimini | 17:13 - 28 Marzo 2019 Condhotel Condhotel.

Parere favorevole, in sede consultiva, della commissione Territorio, ambiente e mobilità al progetto di legge “Disciplina per l’avvio e l’esercizio dei condhotel e per il recupero delle colonie”, che detta regole e requisiti per avviare e gestire i condhotel, una formula ricettiva mista che prevede, nelle stesse strutture alberghiere, la compresenza di camere classiche e alloggi privati. Hanno votato a favore Pd, Si, Fi, Misto-Mns e la consigliera del gruppo Misto, astenuti Ln e il consigliere del gruppo Misto.
Si tratta di un intervento legislativo – ha spiegato la consigliera del Pd relatrice di maggioranza – che si pone l’obiettivo di riqualificare e migliorare le strutture ricettive disciplinando i requisiti e le condizioni di esercizio che gli alberghi dovranno avere per diventare condhotel e armonizzando la normativa regionale con quella statale in materia di strutture ricettive e di edilizia. Nel merito della proposta di legge – ha evidenziato la relatrice – gli albergatori potranno destinare fino a un 40% della superficie delle camere alla realizzazione di alloggi da vendere a privati, a condizione che le risorse ricavate dalla vendita siano destinate alla riqualificazione degli edifici e al miglioramento dei servizi e dello standard di qualità. Gli interventi che possono essere realizzati puntano sia alla crescita degli standard di qualità sia alla sicurezza, prevedendo, ad esempio per gli edifici che non possiedono i requisiti sismici, anche interventi di demolizione e ricostruzione con eventuale ampliamento di superficie limitato alle premialità previste dagli strumenti urbanistici comunali.
La possibilità della trasformazione in condhotel – ha sottolineato la dem – è stata estesa anche alle colonie marittime e montane: una misura anti degrado che tiene conto della specificità dell’Emilia-Romagna, dove questi edifici sono molto diffusi, e che permetterà il pieno recupero di importanti complessi immobiliari, risparmiando, allo stesso tempo, suolo pubblico. La proposta – ha precisato l’esponente del Pd – si applica alle strutture ricettive esistenti, intendendosi a tal fine gli immobili esistenti alla data di entrata in vigore della legge regionale con destinazione ricettiva alberghiera, indipendentemente dal fatto che l’attività alberghiera sia avviata, sospesa o cessata.
In sede di dibattito, il consigliere del gruppo Misto ha invitato la Regione, quando si passerà alla fase applicativa della legge, a vigilare con la massima attenzione affinché gli interventi di riqualificazione e ristrutturazione non prestino il fianco a speculazioni.
Una consigliera del Pd ha ricordato come l’ampia concertazione che ha portato alla messa a punto della proposta di legge sia garanzia di attenzione a tutte le variabili che entreranno in gioco (ricettività turistico-alberghiera, proprietà edilizia, riqualificazione urbana, occupazione), in particolare riguardo alla ristrutturazione delle colonie, per la quale il ruolo dei Comuni sarà decisivo.
Un consigliere del Pd ha chiesto se gli alloggi acquistati dai privati saranno adibiti a esclusivo uso alberghiero o avranno anche destinazione residenziale. La relatrice ha risposto che il vincolo a uso alberghiero sarà permanente e che il proprietario dell’alloggio dovrà comunicare all’albergatore i periodi nell’arco dell’anno in cui non usufruirà della struttura per consentirne la destinazione a ricezione alberghiera.
Infine, il consigliere di Fi ha chiesto se sia stata effettuata un’analisi sugli impatti della legge. La relatrice, per una risposta esaustiva, ha invitato il consigliere a riformulare la domanda in sede di esame finale del progetto di legge alla presenza dei tecnici della Regione e dell’assessore competente.