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I furbetti del reddito di cittadinanza preoccupano Rimini: 'si offrono in nero agli albergatori'

Nota dell'assessore del Comune di Rimini Mattia Morolli, che chiede più controlli alle forze dell'ordine

Attualità Rimini | 14:51 - 28 Marzo 2019 L'assessore del Comune di Rimini Mattia Morolli L'assessore del Comune di Rimini Mattia Morolli.

Cittadini italiani che preferiscono rimanere senza lavoro e usufruire del reddito di cittadinanza, oppure che chiedono di essere assunti in nero, per godere del beneficio introdotto dal governo Conte, ma nel contempo incassare lo stipendio e rimanere occupati. E' l'associazione albergatori di Rimini a segnalare l'anomalia al Corriere Romagna: alcuni associati hanno ricevuto richieste di assunzione in nero. Non sembrerebbe quindi fungere da deterrente l'incisivo apparato sanzionatorio introdotto dalla legge. Sul tema, interviene così l'assessore del Comune di Rimini Mattia Morolli: "Le prime segnalazioni di lavoratori che si offrono in “nero” a settori della filiera turistica (e non solo) della riviera sono spie di un potenziale rinvigorirsi di una piaga sociale che non possiamo più permetterci; quella del lavoro nero e, con esso, di una sacca di lavoro dequalificato e dequalificante per tutto il nostro sistema produttivo e sociale".

L'assessore Morolli è critico verso l'introduzione del reddito di cittadinanza: "Misure di sostegno al reddito sono interessanti e condivisibili negli obiettivi di fondo, ma solo se si orientano a favorire l'occupazione, vero e grande problema del nostro Paese, attraverso azioni bilanciate che vertano sullo stesso obiettivo". Tra queste azioni, Morolli cita il salario minimo garantito. Altrimenti al cittadino conviene non lavorare, in quanto l'eventuale salario sarebbe pari al reddito di cittadinanza; oppure a lavorare in nero, per integrare il reddito di cittadinanza. D'altro canto le imprese potrebbero non pagare imposte, tassee contributi previdenziali. 


"La presenza del lavoro nero, ovviamente, provoca effetti economici e sociali molto negativi, senza contare gli ingenti danni causati alle attività commerciali e produttive che rispettano le regole. A rimetterci non è solo l’Erario, ma anche le tantissime attività produttive e dei servizi, le imprese artigiane e del commercio che, spesso, subiscono la concorrenza sleale di questi soggetti. E' un abbassamento generale della qualità", commenta l'assessore Morolli, che annuncia la richiesta di un potenziamento dei controlli da parte delle forze dell'ordine.