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Minacce e insulti all'ex durante la gravidanza, chiesta assoluzione di un 31enne riminese

Il processo è stato aggiornato al mese prossimo e sembra destinato a concludersi senza condanna per il giovane

Cronaca Rimini | 06:54 - 24 Marzo 2019 Minacce al telefono Minacce al telefono.

La pubblica accusa ha chiesto l'assoluzione di un 31enne riminese, a processo una seconda volta per atti persecutori nei confronti della ex compagna, una sua concittadina. Il processo è stato aggiornato al mese prossimo e sembra destinato a concludersi senza condanna per il giovane: 

le sue condotte infatti sono state derubricate in molestie e per questo reato è destinata a intervenire la prescrizione. Nella fattispecie, sono contestate all'imputato, difeso dagli avvocati Andrea Muratori e Michela Tonti, alcune telefonate effettuate nel 2011, nel periodo in cui l'ex compagna era in attesa del figlio, concepito durante la loro relazione. 

In quelle telefonate il 31enne, secondo la denuncia della donna, aveva proferito insulti ("Come sta il bambino, il figlio di una p*****a") e minacce. Dopo la seconda denuncia, sfociata in questo provvedimento, le telefonate sono proseguite. Ma i capi di imputazione di questo secondo processo riguardano solo un numero più ristretto, di telefonate, e questo ha portato alla derubricazione del reato di atti persecutori in una fattispecie di reato meno grave.