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Ludopatia: l’Oms ha riconosciuto questa patologia come malattia mentale

Il divertimento offerto dal gioco d’azzardo diventa un’ossessione incontrollabile

Attualità Nazionale | 15:19 - 22 Marzo 2019 Ludopatia, disturbo che interessa sempre più persone di qualsiasi età Ludopatia, disturbo che interessa sempre più persone di qualsiasi età.

La tecnologia corre veloce ed insieme alle nuove innovazioni crescono anche i numeri che coinvolgono determinate fasce della popolazione mondiale. In questo caso parliamo della ludopatia, disturbo che interessa sempre più persone di qualsiasi età e che finalmente è stato riconosciuto anche dall’OMS, che l’ha classificato come malattia mentale.
Videogiochi sempre più realistici, giochi da casinò online accessibili non solo da pc, ma anche da smartphone ed altri supporti digitali, siti di scommesse online ed agenzie di gambling che aumentano ogni giorno, pubblicità aggressiva ed altri fattori simili coinvolgono sempre più persone nel mondo dei giochi e, spesso il divertimento si trasforma in una malattia incontrollabile.
L’età di chi supera il confine e sprofonda nella ludopatia varia, in quanto i giovanissimi generalmente sono quelli che sono affetti dal “gaming disorder” perché perdono il controllo davanti ai videogiochi che non prevedono vincite in denaro, mentre la fascia degli adulti è interessata da questo disturbo quando il divertimento offerto dal gioco d’azzardo diventa un’ossessione incontrollabile. Infine ci sono anche gli anziani, che, sebbene non siano molto pratici a livello tecnologico spesso esagerano con il gioco d’azzardo nella forma più classica: puntando cifre esagerate al Lotto, Superenalotto, investendo somme importanti nei Gratta&Vinci, ecc. 

Stress, solitudine, abuso di alcolici, droghe ed energy drinks sono tra i fattori più comuni che incidono sulla perdita del controllo e spesso ad essere coinvolti sono vari membri della stessa famiglia. Pur essendo un disturbo noto da tempo in tutto il mondo e che negli anni ha segnato una crescita costante, solo recentemente l’OMS ha introdotto la ludopatia nell’enciclopedia delle malattie mentali, ma questo passo è fondamentale affinché gli operatori sanitari di tutto il mondo possano condividere informazioni a riguardo e trovare soluzioni efficaci per i pazienti che soffrono di questa malattia.
Per “game disorder” precisamente s’intende un comportamento che interessa il gioco, di tipo ricorrente e ricorrente e che può avvenire sia online che offline e, affinché si possa diagnosticare velocemente e con precisione il “game disorder”, ovvero la dipendenza da gioco d’azzardo (o dai videogiochi in generale), generalmente devono essere accertate almeno tre  condizioni: Una totale perdita di controllo sui giochi - Priorità crescente verso quest’attività che sostituisce le altre attività quotidiane - Continuità verso quest’attività anche quando le conseguenze negative si palesano in maniera chiara.

Solitamente chi entra in questo circolo malato del gioco presenta diversi sintomi abbastanza comuni, che diventano sempre più pesanti nel tempo: pensiero fisso verso il gioco, delle vere e proprie crisi di astinenza che creano irritabilità, la costante ricerca della rivincita quando si subisce una perdita, impossibilità di smettere di giocare anche quando il soggetto prova a distaccarsi realmente, disponibilità di allontanarsi dalla vita sociale ed a perdere anche gli affetti importanti, mentire ai propri cari ed al proprio medico sull’argomento, necessità di giocare cifre sempre maggiori anche a costo di falsificare, rubare e danneggiare gli altri, ecc.
Negli ultimi anni, visti i dati allarmanti che riguardano una crescita costante delle persone che sono affette dalla ludopatia, i governi hanno cercato di modificare le leggi che interessano questo mercato ed in Italia, tante regioni hanno persino creato delle campagne per sostenere chi è interessato da questa patologia, centri di supporto, nonché divieti, ma sebbene questa malattia si possa curare in diversi modi, sono ancora poche le persone che si rivolgono da uno specialista e spesso anche i familiari, che hanno un ruolo importante nell’eventuale percorso di guarigione sminuiscono il problema oppure lo ignorano completamente.
I giochi da casinò online, le scommesse sportive, le lotterie e le altre forme di gioco d’azzardo rappresentano una forma di divertimento che, secondo gli ultimi dati interessano circa il 45% della popolazione italiana e tra questi circa il 2% sono giocatori patologici, quindi persone che superano il confine del divertimento, perdendo qualsiasi controllo sui propri impulsi quando giocano.
Per arginare questo problema sono stati effettuati diversi studi sia in Italia che all’estero ed attualmente si stanno testando vari strumenti, come gli occhiali che consentono di capire a chi li sta indossando se è a rischio. Si tratta di un progetto della Ulss 6 Euganea, portato avanti in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano e l’Università di Padova che molto probabilmente riuscirà ad arginare almeno in parte questa patologia. Grazie a determinati sensori che riescono a captare il potenziale ludopatico, la persona che indossa questi occhiali speciali può capire la propria vulnerabilità neurobiologica verso il gioco d’azzardo e prendere provvedimenti a tal riguardo.
Nel frattempo crescono anche le associazioni di auto mutuo aiuto ed i Servizi per le dipendenze patologiche (SerT) che si offrono ad aiutare i pazienti affetti da ludopatia, mentre i governi stanno cercando di cambiare ulteriormente le leggi che regolamentano l’attività del gioco d’azzardo, per dissuadere il più possibile i giocatori patologici e le società che offrono questi servizi in maniera poco controllata e rischiosa.