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Aumento irpef, ok del Consiglio Comunale di Rimini. Botta e risposta sindaco-Lega

Sindaco Gnassi: 'irpef unico strumento per i comuni per investire'. Consigliere Zoccarato: 'tassano lavoratori e pensionati'

Attualità Rimini | 14:22 - 22 Marzo 2019 Consiglio Comunale di Rimini (foto di repertorio) Consiglio Comunale di Rimini (foto di repertorio).

Con 19 voti favorevoli e 9 contrari il consiglio Comunale di Rimini ha approvato la modifica al regolamento comunale per l’applicazione dell’addizionale Irpef, con una rimodulazione delle aliquote (da 12 anni ferme allo 0-0,3 per cento, rimarca l'amministrazione comunale) allineandole agli altri capoluoghi dell’Emilia Romagna. La manovra, illustrata in Consiglio dall’assessore al Bilancio Gian Luca Brasini – è stata integrata da un emendamento presentato dai gruppi di maggioranza (18 favorevoli e 6 contrari) – che rispetto alla proposta iniziale della giunta fissa a 15.000 euro la nuova soglia di esenzione, portando gli esenti a quota 55.983, ovvero il 50,43% dei dichiaranti. L’applicazione delle aliquote sarà progressiva, in relazione all’aumentare del reddito imponibile, dallo 0,55 allo 0,8 per cento. La manovra comporta un incremento del gettito Irpef di 4,8 milioni di euro che saranno destinati ad investimenti e in particolare il “Progetto per la riqualificazione urbana e ambientale e il recupero delle vocazioni identitarie dei luoghi dell’area turistica di Rimini Nord” per 3,7 milioni di euro, l’ampliamento della scuola elementare in località Gaiofana e lavori su altre strutture scolastiche per 500 mila.

 
L'INTERVENTO DEL SINDACO DI RIMINI GNASSI. “Parto da una domanda che ha posto il consigliere Renzi – ha esordito il sindaco Andrea Gnassi nel suo intervento in consiglio Comunale – Perché il Governo ha sbloccato l’aliquota Irpef? La risposta è molto semplice: perché oggi l’Irpef è l’unico strumento a disposizione dei Comuni. Con Anci da tempo i sindaci hanno posto il tema di un rinnovato patto tra le istituzioni locali e il governo del paese, affinché si riconosca il ruolo dei Comuni, che da Bolzano alla Sicilia sono l’architrave su cui si regge il paese, ne sono l’ossatura. Con l’attuale governo così come con quelli precedenti, Anci ha auspicato una riforma generale per favorire l’autonomia fiscale, organizzativa e di investimento delle istituzioni locali, in cambio dell’assunzione di responsabilità dei Comuni nel concorrere al bilancio del paese. I Comuni possono contribuire a coprire i buchi di bilancio dello Stato, ma se hanno l’autonomia e le leve per farlo. Ci hanno dato strumenti per una lotta serrata all’evasione e all’eluzione dei tributi? Abbiamo strumenti coercitivi per il recupero della Tari che non finiscano per essere sub-iudice? In questo paese non si sbloccano gli investimenti, non partono le infrastrutture, si confermano i tagli ai trasferimenti: in questo sfascio l’unico strumento che il governo fornisce agli enti locali è lo sblocco dell’Irpef”.

Il sindaco ha poi illustrato i dati dell’Agenzia delle entrate rispetto alle aliquote applicate nei Comuni. “Dei 7.965 comuni italiani, 129 in condizione speciale, 1.180 non sono presenti nella banca dati. Dei 6.656 Comuni considerati per il 2018 (83.56%), l’1,82% e cioè 85 non applica l’Irpef. L’83,64% dei Comuni e cioè 5.496, applica l’aliquota unica – ha aggiunto – il 40% con aliquota massima allo 0,8% e di questi 1.456 senza alcuna esenzione. Nei restanti 763 Comuni con aliquota massima allo 0,8%, l’esenzione media si ferma a 10mila euro. Quindi il 40% dei comuni italiani applica un’aliquota quasi tre volte più alta di quella tenuta finora da Rimini e con un’esenzione più bassa. Sono poi 2.906 e cioè 53% dei Comuni con addizionale Irpef ad applicare aliquote uniche dallo 0,7 allo 0,4%”. In sintesi il 93% dei Comuni ha aliquote più alte del Comune di Rimini.

“E’ evidente che non facciamo i salti di gioia per questo allineamento delle aliquote Irpef. Ma la rivendichiamo come una scelta politica, di indirizzo, per una manovra che va nella direzione di sostenere gli investimenti e per la tenuta del sistema del welfare. Investiamo 900mila euro all’anno in più della media regionale con comparazione procapite per il sostegno all’handicap nelle scuole e lo vogliamo mantenere; due milioni di euro annui per il sostegno dell’handicap adulti, 2,8 annui per scuole infanzia e nidi. La tenuta del sistema welfare vuol dire equità sociale, così come gli investimenti vogliono dire lavoro”. 


A partire dal “Progetto per la riqualificazione urbana e ambientale e il recupero delle vocazioni identitarie dei luoghi dell’area turistica di Rimini Nord”, primo stralcio dei lavori inseriti nel bando Periferie. “Auspico che i soldi del Bando Periferie prima o poi arrivino, ma intanto un anno è passato. A dicembre 2017 noi sindaci abbiamo firmato la convenzione a palazzo Chigi, validata nell’aprile 2018 dalla Corte dei Conti. Avremmo già potuto essere partiti con i cantieri. Intanto stiamo lavorando con Regione e Cassa Fondo e prestiti per favorire l’accesso al credito agli imprenditori attraverso un fondo di garanzia. Abbiamo da poco chiuso il quinto scarico a mare della zona nord, siamo pronti per partire con i cantieri per la riqualificazione del prodotto turistico, questo a fronte di una tassazione media procapite ancora tra le più basse in Italia. E’ una manovra che ha un prezzo, ma che crea una prospettiva chiara che guarda al presente e al futuro della città”. 

LA NOTA DELLA LEGA IN RISPOSTA AL SINDACO. “E’ proprio vero che i riminesi si meriterebbero un’amministrazione diversa, più virtuosa e scrupolosa nella gestione delle risorse pubbliche e nella programmazione degli interventi sul territorio. Non solo sarebbe un loro diritto ma, a conti fatti, sarebbe il più meritato dei traguardi". Con queste parole il consigliere della Lega, Matteo Zoccarato, interviene sull’aumento delle aliquote Irpef voluto dalla Giunta Gnassi e varato giovedì sera durante il consiglio comunale.


“La scusa campata in aria di dover alzare le aliquote per finanziare i cantieri di Rimini Nord, non solo lascia il tempo che trova, ma è talmente farraginosa che non convince nemmeno buona parte della maggioranza. Se la paura di Gnassi fosse stata realmente quella di non poter contare, in tempi utili, sui contributi stanziati dal Governo, il Sindaco di Rimini, ‘titolare’ di un bilancio comunale di circa 200 milioni di euro, avrebbe cercato nei mille rivoli della finanza pubblica quella manciata di milioni necessari per far partire i cantieri” .

“Così non è stato e il motivo è semplice – chiosa Zoccarato – le scelte politiche di questa Amministrazione hanno comportato, nel corso degli anni, un’impennata delle spese correnti che oggi, in qualche modo, sono chiamati a coprire. E per le menti argute del Partito Democratico, la scelta più scontata, nonché la più immediata, non poteva che essere quella di pescare nelle tasche di dipendenti e pensionati".

“A questo punto, intrapresa una strada, avremmo preferito se non altro che il Sindaco e i suoi Assessori si assumessero le proprie responsabilità, evitando di fare paragoni con i Comuni confinanti, e che per la prima volta chiedessero venia per non essere stati in grado di governare, con virtuosità politica, Rimini e i riminese".

IL COMMENTO DEI GRUPPI CONSILIARI DI MAGGIORANZA.  Una dialettica e un confronto a tratti anche forte: non poteva essere altrimenti vista l’importanza dell’argomento in questione. Per garantire investimenti, per mantenere un forte presidio sul welfare e sulla cultura, l’amministrazione comunale - sulla base dello sblocco delle aliquote deciso dal Governo, è bene ribadirlo - ha agito sulla leva del’addizionale Irpef, al minimo da molti anni. Non è stata una decisione facile ma si è ritenuta fosse l’unica possibile, in un quadro generale di tagli ai trasferimenti statali e azzeramento di qualunque autonomia fiscale e tributaria dei territori, per completare quella rigenerazione complessiva di una città che vuole mantenersi lader anche nei prossimi anni, generando ricchezza, benessere, occupazione.

I gruppi di maggioranza hanno ideato e avanzato una proposta migliorativa al provvedimento originale, che andasse nella direzione di sostenere le fasce  riminesi più in difficoltà. Per questo riteniamo un salto di qualità evidente l’approvazione del nostro emendamento alla manovra che esenta da qualsiasi pagamento dell’addizionale Irpef oltre la metà dei riminesi, in gran parte dipendenti e pensionati. Non ci sono interessate in questi giorni e non ci interessano oggi le polemiche: crediamo invece che si possa e debba operare per rasserenare un clima e un contesto complessivo, tenendo conto appunto che Rimini adesso può andare avanti negli investimenti, rendendosi garante di fatti concreti rispetto alle mille capriole dell’esecutivo centrale ad esempio sul Bando Periferie.

In questo senso come maggioranza e come amministrazione comunale siamo chiamati a velocizzare le procedure e aprire rapidamente i cantieri programmati a Rimini. Questo è quanto ci chiedono i cittadini, e questo dobbiamo assolutamente fare, senza alcun indugio. Per questo, già nelle prossime settimane organizzeremo incontri nella varie zone della città per programmare e organizzare al meglio i lavori che Rimini attende da tanti anni, e che ora finalmente realizzerà.