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L'indiscreto: Grassi, il Rimini dal 'guerra guerra' ai propositi di abbandono..abbandonati

Padre, filosofo e allenatore. Una stagione nella quale il vero protagonista è stato il presidente della squadra

Sport Rimini | 07:59 - 21 Marzo 2019 Leonardo Acori e Giorgio Grassi, un rapporto mai decollato Leonardo Acori e Giorgio Grassi, un rapporto mai decollato.

C’è un filo che si inspessisce alle estremità  e si ricongiunge per legare l’inizio e la fine  della storia di Giorgio Grassi.  I due vertici convergono nello stesso gesto, quello celeberrimo dell’ombrello. La prima istantanea   è targata 30  agosto 2018 dal titolo: Guerra, guerra, guerra!”. Sul palco, in occasione della presentazione della Prima Squadra e del Settore Giovanile biancorosso il presidente aveva aggiunto: “Abbiamo fatto una squadra straordinaria. Io penso che ce la giocheremo per vincere il campionato!”.

Grassi segna un gol fantasmagorico e esibisce il gestaccio (interpretazione mia) per liberarsi di quanti non credessero in quell’impresa. La seconda è invece del  21 gennaio 2019: “Se il Rimini retrocederà io non andrò avanti. Tutti i giocatori si svincoleranno, il settore giovanile pure e lo darò al primo che passa, come hanno fatto altri”.

Stesso modo di fare in contesti apparentemente diversi, tuttavia con un medesimo obiettivo: dimostrare di avere ragione.

Grassi ha vissuto un’intera stagione alla ricerca di una sua verità, a volte riuscendoci, altre no. Gesti e date sono fondamentali per raccontare la storia del presidente. Sono un appiglio per circumnavigare una stagione che assomiglia a montagne russe. E nella quale ci sono pochi, pochissimi picchi e tanti, troppi precipizi. Sprofondi da cui Grassi è riuscito a tirarsi fuori  parzialmente attraverso l’ultima conferenza targata 13 marzo 2019: “ in caso di retrocessione non abbandonerò la causa!”. Il buco nero che ha rischiato di inghiottirlo dopo aver smesso i panni da allenatore è alle spalle.  Ma lui, Leo Acori,  è sempre presente. Incombente come un tempo.  I demoni “acoriani”  del passato continuano a infestare la mente di un uomo che ha limitato nell’ultimo periodo eccessi e follie, pur mantenendo quell’aura di divinità e il carisma da capopopolo.

LA DISCORDIA. Il gestaccio della discordia che ha scandalizzato i tifosi e un po’ meno i normali cittadini è intervallato da 30 giorni di lotte e contenziosi che vanno dalla gara di S. Stefano persa malamente a città di Meda a quella di Trieste alla ripresa del torneo. Un lasso di tempo che può sembrare un’enormità o un attimo in base alla prospettiva. Nel mezzo, Grassi ci ha messo di tutto. Anzi, è stato lui a trasformarsi.  Calciatore, filosofo, allenatore, padre. Infine giudice del sistema con tanto di regola finale: “ il pareggio vale doppio!”.

E’ nelle vesti di evasore, o presunto tale, della sua identità,  che Grassi è tornato protagonista facendo versare fiumi d’inchiostro sui giornali. Quasi al pari di quando il Rimini calcava i campi di gioco della B. E’ così: Acori continua a fare notizia, sempre e comunque. Allora metteva d’accordo tutti, estasiati dalla poesia calcistica di quei memorabili anni; ora divide tra quanti lo vorrebbero nuovamente protagonista sulla panchina biancorossa, a quelli che lo considerano una vittima della burocrazia “grassiana” a quelli che come me hanno ritenuto giusto il cambio causa identità mancante specie in esterna”.

A Grassi manca ancora un dribbling, quello più difficile. Il Rimini è un osso duro, un avversario che continua ad azzannargli le caviglie a distanza di anni, nemmeno si trattasse del Gentile del Mondiale ’82. L’ultimo capitolo della stagione biancorossa è quello più paradossale. Una controversia legale in cui ogni protagonista ha detto e continuerà a dare la propria versione dei fatti, in attesa che venga recitato l’atto conclusivo in data 5 maggio 2019. In quel giorno, al presidente, non basterà il volere che spesso equivale al potere, non potrà prendere il posto che un tempo era di Mike Buongiorno come conduttore della ruota della fortuna;  poiché quella ruota avrà già contrassegnato il destino del Rimini da dentro o fuori il calcio che conta. 

Daniele Manuelli*

* conduttore SportUp, programma dedicato al Rimini Calcio in onda ogni lunedì alle 20.50 su Vga TeleRimini.