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Scatolone con reperti archeologici lasciato in strada: ecco come è nato l'allarme bomba a Poggio Torriana

E' stato un cittadino a telefonare ai Carabinieri, che hanno attivato il protocollo. Tutto nasce da un ritrovamento probabilmente in un podere

Cronaca Poggio Torriana | 18:14 - 20 Marzo 2019

Magari non è nulla ma qui c’è un pacco strano che invita a chiamare le forze dell’ordine, è scritto al computer”: è quanto riferito in una telefonata da un cittadino di Poggio Torriana, che ha chiamato i Carabinieri, dalla fermata del bus sulla SP “Santarcangiolese”. I Carabinieri della Compagnia di Novafeltria non la prendono alla leggera, scatta subito il piano per verificare che non si tratti di un ordigno o trappola esplosiva. Il Capitano Silvia Guerrini dirige le operazioni sul campo,: di concerto con il sindaco e la Prefettura, dispone l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Operativo di Novafeltria ed i colleghi della Stazione CC di Villa Verucchio che, con l’ausilio della Polizia Municipale, mettono subito in sicurezza la zona. Vengono avvisati i residenti delle case a ridosso della fermata del bus, si chiude la strada provinciale dalle 11.00 alle 14.00 circa, sino all’arrivo degli artificieri dell’Arma  partiti subito da Bologna. Il pacco è un grosso scatolone con appiccicato un foglio bianco scritto al computer che recita “reperti archeologici per il museo” e poi l’invito ad allertare le Forze dell’ordine “Chiama i Vigili”. La zona, completamente delimitata, ha destato qualche preoccupazione fra i residenti e le persone di passaggio “che cosa succede? vogliamo sapere, abitiamo qui” i carabinieri giunti appositamente in abiti “civili” proprio per non creare allarme hanno faticato non poco a rasserenare gli animi.
Gli artificieri dell’Arma, raggiunto il punto e scambiato le informazioni con i colleghi, sono intervenuti ed in un quarto d’ora circa hanno messo in atto le loro tecniche più avanzate ma il meno invasive possibile visto che all’interno “ci potevano essere, come poi è stato, dei reperti archeologici che con tecniche invasive potevano saltare” riferiva proprio uno degli operatori al Capitano Guerrini al termine dell’intervento “dopo aver scannerizzato il pacco con delle apparecchiature apposite in dotazione e scongiurato così la presenza di un ordigno,  abbiamo ritenuto di procedere con tecniche meno invasive possibile per non distruggere il pacco e preservare eventuali pezzi antichi che potevano trovarsi all’interno”. Una tecnica sicura ma anche soft che ha consentito di ritrovare una quarantina circa di pezzi di vasellame antico che – riferisce l’Ufficiale – “con tutta probabilità sarà  stato trovato da qualche contadino in un campo, il quale temendo di avere qualche guaio ha pensato di far ritrovare i pezzi in questo modo, forse senza rendersi conto dell’allarme che avrebbe provocato. I pezzi saranno comunque sequestrati per verificare anche altre eventualità, come lo scavo clandestino o la ricettazione, d’intesa con il Comando Tutela Culturale Carabinieri di Bologna e saranno posti a disposizione della Soprintendenza ai beni culturali al più presto”.

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