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Intasca un milione di euro dal fallimento, nei guai imprenditore santarcangiolese

Le indagini della Guardia di Finanza hanno riguardato una società di produzione e vendita mobili

Cronaca Santarcangelo di Romagna | 12:19 - 20 Marzo 2019 Guardia di Finanza al lavoro (foto di repertorio) Guardia di Finanza al lavoro (foto di repertorio).

Bancarotta e reati tributari per oltre un milione di euro. Nei guai una società di Santarcangelo che si occupa di produzione e commercializzazione di mobili. La Guardia di Finanza di Rimini al termine di una articolata operazione di polizia economico-finanziaria, ha dato esecuzione nei giorni scorsi ad un decreto di sequestro preventivo “per equivalente” per un importo di oltre 420.000 euro.

L’attività di indagine, coordinata dal Dott. Paolo Gengarelli, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Rimini, ha consentito ai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Rimini di accertare che il legale rappresentate della società fallita aveva intascato denaro per un totale di 1.078.877 euro sottraendoli ai creditori in modo da ricavarne proventi illeciti. Le fiamme gialle riminesi, dopo aver accertato il reato fallimentare, hanno avviato anche un controllo fiscale nei confronti di L.M. di anni 63, che si è concluso non solo con l’addebito a suo carico dell’ammontare di redditi illeciti da segnalare all’Agenzia delle Entrate per la tassazione relativamente agli anni 2013, 2014 e 2015, ma anche con la sua denuncia ( per l’anno 2013) per il reato di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e la contestuale richiesta all’Autorità Giudiziaria di emissione di un decreto di sequestro preventivo nella forma per equivalente per le somme risultate evase (oltre 420mila euro).

Il G.I.P. del Tribunale di Rimini, a seguito di quanto proposto dal PM ha emesso il provvedimento cautelare che i militari di Rimini hanno eseguito sequestrando quote societarie, disponibilità finanziarie, un motoveicolo ed una struttura residenziale situata in Santarcangelo di Romagna, per un valore complessivo quantificato finora in oltre 320 mila euro. Agli immobili le fiamme gialle sono arrivate attraverso l’esecuzione di accertamenti patrimoniali ricostruendo i negozi giuridici che avevano riguardato nel tempo alcuni immobili riconducibili all’indagato ed ai suoi parenti: infatti essi erano stati intestati nel frattempo al padre dell’indagato.