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Trovato morto dentro casa in centro a Rimini, accusati due giovani

A processo sono finiti un 27enne che lo aveva rifornito di cocaina e una ragazza per omissione di soccorso

Cronaca Rimini | 06:19 - 17 Marzo 2019 Forze dell'ordine all'esterno di un appartamento, foto di repertorio Forze dell'ordine all'esterno di un appartamento, foto di repertorio.

Un 43enne di origine forlivese fu trovato senza vita nell'appartamento in cui viveva, in via Ceccarelli a Rimini, nel febbraio di due anni fa. La causa della morte fu un'embolia polmonare, tuttavia aveva fatto uso di stupefacenti, prima di perdere la vita. A processo sono finiti un 27enne di Bolzano, difeso dall'avvocato Alessandro Totti, il giovane che lo aveva rifornito di cocaina, secondo gli inquirenti; una 25enne sudamericana, difesa dall'avvocato Cristiano Basile, accusata di omissione di soccorso.

I FATTI. La notte tra il 14 e il 15 febbraio nell'appartamento del 43enne fu registrato un via vai di giovani. Fu consumata della droga, come attestato dalle siringhe rinvenute durante il sopralluogo del Sostituto Procuratore Gengarelli e dei Carabinieri. Il padre, preoccupato perché il figlio non rispondeva alle telefonate, si recò in visita, dopo quell'infausta notte, e trovò il corpo riverso senza vita. Gli inquirenti sentirono i ragazzi che erano stati presenti, la notte dei fatti, e nei guai è finita la 24enne;  per gli inquirenti infatti aveva lasciato l'abitazione senza prestare i dovuti soccorsi al deceduto. Lei non si era avveduta della morte, pensando, probabilmente, che l'uomo stesse dormendo.