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Rimini, aumento Irpef: ecco la risposta del Comune alle critiche

"Vogliamo riqualificare Rimini Nord, investire nell'edilizia scolastica, agevolazioni alla Tari e sostegno all'handicap"

Attualità Rimini | 14:43 - 13 Marzo 2019 Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi.

L'amministrazione comunale di Rimini risponde alle critiche, in particolar modo dei sindacati, sulla decisione di aumentare l'irpef. "Un allineamento all'aliquota dei capoluoghi e dei comuni della Provincia, dopo 12 anni di totale immobilità a livello minimo consentito e con una soglia di esenzione che non ha eguali sul territorio non solo provinciale (17.000 euro) e in Italia", spiega l'amministrazione in una nota. Necessità di completare gli interventi di riqualificazione dell'area Rimini Nord, in particolare il lungomare; investimenti nell'edilizia scolastica, agevolazioni alla Tari e sostegno all'handicap. Quello che per i sindacati è un "coprire i buchi di bilancio", per l'amministrazione comunale è "visione di presente e futuro, per completare la riqualificazione e la rigenerazione della città, per garantire ricchezza, sviluppo, occupazione" e volontà di garantire risorse e sostegno alle fasce più deboli della popolazione. L'amministrazione comunale ricorda anche "la mancanza di qualunque risposta da parte dell'esecutivo centrale, che sottrae ogni anno 18 milioni di euro in tagli occulti al Comune" e difende la propria coerenza: "Si chiede di riallineare l’addizionale per fare i lavori a Rimini Nord, alle scuole e mantenere un solido presidio sui servizi alla persona e alle fragilità all’handicap. Né più né meno di ciò che si è portato avanti coerentemente dal 2011 ad oggi". 

LE RISPOSTE AI SINDACATI. L'amministrazione comunale rigetta le accuse di mancata concertazione: "In questo caso le mail non mentono, a differenza delle persone. Il 28 febbraio alle ore 10.55 la segreteria dell’assessorato al Bilancio inviava a Uil, Cisl e Cgil l’invito a un incontro preventivo, ricevendo risposta da Cgil (incontrata il 5 marzo), Cisl (incontrata il 6 marzo) e nessuna da Uil. Evidentemente più che leggere mail, la sua segretaria era impegnata a partecipare ai convegni, a Rimini e fuori Rimini, di una forza d’opposizione che dichiaratamente si oppone al centrosinistra". 

I sindacati vengono attaccati per l'affermazione "lavoratori e pensionati usati come bancomat dal sindaco": "l'amministrazione comunale non non scenderà mai al livello di affermare (come peraltro fanno forze ora al governo sul ruolo dei sindacati) che le trattenute in busta paga dei lavoratori di Rimini servono a ingrossare la carta di credito dei dirigenti locali di Cgil, Cisl e Uil". Inoltre viene evidenziato "il sostanziale silenzio sindacale per i 23 Comuni in provincia (su 25) e tutti i capoluoghi in Regione che da anni, a differenza di Rimini, applicano aliquote superiori, con soglia esentiva assente o sensibilmente inferiore".