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Rimini Calcio, Grassi: 'Più cattiveria in campo per la salvezza. Resto anche in D, Martini promosso'

Il patron fa mea culpa: 'Commessi tanti errori, sottovalutata la C ma il bilancio è lusinghiero. Voglio la Gaiofana'

Sport Rimini | 16:07 - 13 Marzo 2019 L'addetto stampa Sergio Cingolani e il presidente del Rimini Giorgio Grassi L'addetto stampa Sergio Cingolani e il presidente del Rimini Giorgio Grassi.

Il patron del Rimini  Giorgio Grassi è contento di mister Martini nonostante una media punti inferiore a quella di Acori che pure non ha potuto fruire dei nuovi acquisti; il bilancio della prima stagione professionistica del club biancorosso è lusinghiero nonostante i tanti errori commessi dovuti all’inesperienza e alla sottovalutazione del campionato di serie C; il futuro anche in caso di malaugurata retrocessione in serie D sarà garantito; la realizzazione del centro della Gaiofana, comunque vadano le sorti sportive, dal punto di vista logistico resta una priorità.
Questi in estrema sintesi il Grassi-pensiero nella conferenza stampa di mercoledì mattina nella sede sociale alla vigilia del ciclo di otto partite finali.
MARTINI NON SI TOCCA“Sono contento di quello che sta facendo il mister Martini,  la squadra ha un volto e gioca meglio in trasferta, ma purtroppo subisce gol banali e il bottino di punti è magro e questo è il mio cruccio. Il clima all’interno della squadra è buono, stasera ospiterò tutti a cena. L’ho incontrata intanto allo stadio, ho stretto un patto che non vi dico: sono stato morbido nei toni, ma molto duro nella sostanza. Premio salvezza? Non se ne è parlato. E ho visto subito una reazione anche durante gli allenamenti. Cambiare il timoniere? Solo se mi accorgessi che si è rotto qualcosa, ora non ci sono segnali al contrario di prima quando le cose non filavano al cento per cento anche a livello umano. Acori? Gli aveva detto che se avesse perso a Trieste sarebbe stato esonerato. Acori mi è stato presentato da una persona di fiducia, non l’ho scelto io e sono convinto che anche questa persona la pensi come me”.
IL PROBLEMAPurtroppo ancora non è arrivato il salto di qualità perché – ha detto alla squadra – dobbiamo in crescere in rabbia, cattiveria agonistica, determinazione feroce, quella per intenderci che ha avuto la Juventus contro l’Atletico. E’ vero che la cattiveria ce l’hai o non ce l’hai come don Abbondio, allora dobbiamo cominciare  a cercare queste qualità in allenamento per arrivare alla partita carichi a molla. Abbiamo pochi ammoniti e per motivi stupidi e sempre gli stessi giocatori. E spero che la dea bendata si ricordi un po’ più di noi. Andrò controcorrente, ma il bilancio è lusinghero: tenete presente che il nostro è l’unico girone vero, con 29 punti negli altri due si sarebbe in posizione si media classifica. So già che chi retrocederà farà valere le sue ragioni perché le regole del gioco sono state violate, sono saltati i parametri di regolarità”.
ERRORI “Abbiamo commesso tanti errori, a cominciare dalla sopravalutazione dell’organico che ha vinto il campionato di serie D, il più grosso aver sottovalutato il campionato professionistico ritenenendolo poco più impegnativo di quello dilettantistico,  troppi giocatori da valorizzare: la percentuale di successo in relazione al rischio è stata troppo bassa. Abbiamo due giovani (Arlotti e Guiebre, ndr), che stanno giocando titolari anche in C, degli altri non è emersa neanche una figura in particolare”.
MERCATO “Nel girone di ritorno è un altro campionato dopo il mercato e non siamo in mezzo tra quota 29 e 35. Non è matematico che attaccante con alle spalle dei gol segni, prendete Nolè alla Virtus Verona o Costantino alla Triestina. Piccioni aveva molto mercato, la stagione scorsa ha segnato dieci gol, ha mille motivazioni, si impegna. Ho fiducia”.
INTERFERENZA“Non è vero che metto becco nella formazione, è una leggenda metropolitana. Io la formazione la vedo, come i tifosi, alla partita. Sul modulo credo che la squadra debba giocare in base alle caratteristiche dei giocatori e non debba essere stravolta in corso d'opera.  Quanto a Nava ho chiesto allo staff tecnico di valutare se fosse all’altezza e i tecnici hanno deciso di testa loro come hanno deciso di testa loro che rientrasse Scotti. Nava ha fatto cose molto buone, ha avuto anche incertezze ma non credo che sia quello il problema. Io la formazione la vedo, come i tifosi, alla fine".
IL CAPITANO “Quanto al capitano, non mi è piaciuta una intervista di novembre in cui si scaricava la responsabilità sui giovani. Ho dato un segnale facendo affidare la fascia ad Arlotti anche perché il capitano portiere (allora Scotti) per regolamento non può uscire dall’area. Scotti ha capito che l'avvicendamento con Nava poteva starci”.
IL FUTURO E LA GAIOFANA “La mia missione continuerà in ogni caso, sì anche in caso di serie D e sarò ancora più determinato di prima. Mi dispiacerebbe tornare in D soprattutto perché si disperderebbe il lavoro fatto fin qui nel settore giovanile. Per il bando della Gaiofana i tempi si sono allungati: ribadisco alla politica e all’amministrazione che noi ci siamo. Non vuol dire che noi ci aggiudicheremo per forza quest’area, ma parteciperemo quando sarà ora a questo bando. Non sappiamo come finirà il campionato, ma sappiamo che se domani mattina ci sarà il bando noi siamo pronti a partecipare”.
LA PROVOCAZIONE “Nella prossima assemblea farò questa proposta: che in serie C ai pareggi non vengano dati punti. Riflettete cosa significherebbe. Mi è venuta vedendo i gol: la maggior parte delle reti nasce da calci da fermo. È diventato un calcio in gran parte fisico. Se uno non è tifoso non va a vedere una partita di serie C perché è inguardabile perché le partite sono troppo tattiche, perché nessuno vuol prendere gol. Togliere punti al pareggio vuol dire rendere più avvicenti le gare e aumentare lo spettacolo”.
Stefano Ferri