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Sconto di pena perché uccise la ex in 'tempesta emotiva': la protesta davanti al tribunale

Vergogna, vergogna", urlano a gran voce le associazioni della 'Rete delle Donne' davanti all'ingresso della Corte d'Appello di Bologna

Attualità Emilia Romagna | 15:04 - 05 Marzo 2019 Olga Matei Olga Matei.

Vergogna, vergogna", urlano a gran voce le associazioni della 'Rete delle Donne' davanti all'ingresso della Corte d'Appello di Bologna. Questa mattina più di venti realtà cittadine, e non solo, si sono date appuntamento per protestare contro la sentenza dell'Assise d'Appello che ha quasi dimezzato la pena per Michele Castaldo, omicida reo confesso di Olga Matei. Nella sentenza, si parla anche di una "tempesta emotiva" nel concedere le attenuanti generiche. "Una vergogna che rischia di creare un precedente", dicono le manifestanti, che vogliono invitare il presidente della Corte d'Appello, Giuseppe Colonna, a un dibattito pubblico per parlare della vicenda. "Una sentenza vergognosa, che ci porta anni indietro, quando c'era il diritto d'onore", ha spiegato l'ex senatrice Pd Francesca Puglisi, che fa parte dell'associazione Towanda Dem. "Ci uniamo al procuratore generale di Bologna Ignazio De Francisci perché la Cassazione cancelli questo sconto di pena per un femminicidio così efferato".


 "Chiediamo inoltre che ci siano pool di magistrati giudicanti specializzati. Serve formazione, la commissione d'inchiesta sul femminicidio ha visto fare passi avanti per quanto riguarda la magistratura inquirente - ha aggiunto Puglisi - ma non si è fatto altrettanto con la magistratura giudicante e forse è per questo che ci sono sentenze così vergognose. In Spagna hanno la metà dei femminicidi che ci sono in Italia, dopo aver investito due miliardi di euro nel triennio per i centri anti-violenza, ma anche per le attività di formazione". Il pericolo, secondo Giulia Sudano, dell'associazione Orlando-Centro delle donne di Bologna, è anche "l'impatto culturale che queste sentenze possono avere sulla società. Il messaggio che arriva è che una tempesta emotiva può essere considerata una attenuante generica, ma solo per i femmminicidi. Troppa gelosia o troppo amore - ha detto l'attivista - non possono essere viste come una attenuante. La violenza non è un fenomeno emergenziale, ma strutturale. Invitiamo il presidente Colonna ad un incontro pubblico, sia per approfondire gli aspetti giuridici di questa sentenza, sia per i riflessi culturali e politici che possono avere queste decisioni". Le associazioni delle donne hanno fatto sapere che sul piano legale riprenderanno a costituirsi parte civile nei processi per femminicidio e se la Cassazione non dovesse rigettare la sentenza in questione la protesta continuerà.