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Riaprire le case chiuse, vicesindaco di Rimini decisamente contraria

Gloria Lisi: "C’è in ballo la dignità dell’essere umano, l’inviolabilità del corpo della donna, la libertà personale"

Attualità Rimini | 18:13 - 01 Marzo 2019 Prostitute Prostitute.

Sta suscitando diverse reazioni la proposta del Ministro dell’Interno Matteo Salvini di riaprire le case chiuse, dando così una regolarizzazione al fenomeno della prostituzione. Una reazione fortemente negativa è quella del vicesindaco di Rimini Gloria Lisi, giunta tramite una nota stampa. 

"Ci sono argomenti che ci mettono in discussione, su cui abbiamo il dovere di interrogarci andando oltre alle convinzioni precostituite. Nelle ultime ore il vicepremier Salvini ha gettato nel magma dell’agenda politica del Paese il tema della riapertura delle case chiuse come soluzione alla piaga della prostituzione su strada. Non è un argomento inserito nel ‘contratto di governo’ gialloverde, dunque è probabile che almeno per il momento resti solo un tema di dibattito usato alla bisogna, ma a pochi giorni dalle celebrazioni della giornata internazionale della donna vale la pena cercare di andare oltre a slogan e soluzioni take away e tentare perlomeno di ampliare il ragionamento e i punti di vista rispetto ad un dramma dalle implicazioni umane e sociali di cui fatichiamo a renderci davvero conto.
Potrei ripetere che c’è in ballo la dignità dell’essere umano, l’inviolabilità del corpo della donna, la libertà personale; che la prostituzione comunque la si veda è una violenza, che non c’è libero arbitrio quando si vende il proprio corpo. Potrei discutere a fondo, a lungo, del tema del consenso: a chi dice che una prostituta che ‘esercita’ senza esserne costretta sceglie consapevolmente di fare quella vita, potrei rispondere che è comunque una ‘scelta’ che nasce da una costrizione. Tutte, ma proprio tutte si ricordano la prima volta il loro corpo è stato violato. Potrei dilungarmi sul fatto che così facendo si sdogana definitivamente il concetto del corpo della donna come merce, come bene di consumo, aspetto questo che nel 2019 è ancora dominante nei mass media e non solo.
Sono argomentazioni in cui credo fermamente e sui cui si potrebbe confrontarsi per ore, senza però arrivare ad una soluzione semplice. C’è però una cosa che tutti possiamo fare, lasciando da parte preconcetti o moralismi: quella di metterci all’ascolto di chi certe esperienze le ha vissute sulla propria pelle, di chi in strada c’è stata, di chi ha ceduto tante volte il proprio corpo a uomini che non volevano, per cui provavano disgusto e spesso paura. Un’occasione sarà proprio il pomeriggio dell’8 marzo, al Teatro degli Atti, quando avremo l’opportunità di ascoltare l’esperienza di Rachel Moran autrice del libro “Stupro a pagamento. La verità sulla prostituzione”. Un appuntamento per cercare di capire meglio un fenomeno attraverso il vissuto di una donna che ora ha il coraggio di parlarne.
Insieme a lei ci sarà anche la scrittrice e giornalista Julie Blidel, autrice di un libro dal titolo eloquente soprattutto per una certa generazione: “Il mito pretty woman”, un’indagine che vuole sfatare il falso mito del sex work. Perché la ‘favola’ di Julia Roberts salvata dal principe azzurro Richard Gere esiste solo sulla pellicola: nella realtà la prostituzione è solo un oscuro e violento incubo".