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Litiga sul lavoro in pasticceria e ferisce la sorella, al processo viene assolta

Tutto era nato per questioni legate alla busta paga, assolta in appello 37enne dell'Est Europa

Cronaca Rimini | 06:29 - 04 Marzo 2019 Donna arrabbiata, foto generica Donna arrabbiata, foto generica.

Un litigio tra due sorelle pasticciere è finito in tribunale, con una delle due donne accusata dall'altra di percosse. Condannata in primo grado, è stata assolta in appello una 37enne dell'Est Europa, denunciata dalla sorella, di un anno più grande. I fatti risalgono al gennaio 2014: la denunciante aveva da tempo iniziato a lavorare nella pasticceria della sorella e del cognato, a Rimini, ma sul lavoro i rapporti divennero tesi. Fino al giorno del litigio scoppiato nel laboratorio della pasticceria, dovuto, pare, a questioni legate alla busta paga: la 37enne, difesa dall'avvocato Valentina Baroni, è stata accusata di aver strattonato e picchiato la sorella, fino a farle sbattere la testa contro la porta. In udienza l'imputata si è difesa dicendo di aver semplicemente tirato il polsino della giacca della donna, per fermarla e costringerla a rimanere nel laboratorio, nel tentativo di risolvere le divergenze relative appunto alla busta paga. A suffragare la versione della persone offesa del reato, rappresentata in giudizio dall'avvocato Gianluca Brugioni, un'amica che aveva assistito ai fatti. La difesa in realtà ha puntato per l'assoluzione proprio sulle discrepanze delle versioni: la testimone ha detto di aver visto la 38enne cadere per terra, dopo essere stata colpita, mentre la stessa pasticcera non aveva mai parlato di una caduta, ma di aver sbattuto il capo contro la porta del laboratorio. Il giudice di pace aveva dato ragione alla sorella più grande: la minore era stata condannata per percosse a una multa di 500 euro e al risarcimento di danni e spese legali. Sentenza impugnata al Tribunale di Rimini, che in appello ha ribaltato il verdetto disponendo l'assoluzione dell'imputata.