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Disco Più compie 40 anni, tra i suoi clienti artisti di fama internazionale: il negozio si rinnova e lancia la sfida

La storica attività riminese diventa più attrattiva con una saletta per dj produttori

Attualità Rimini | 05:40 - 03 Marzo 2019 Foto relativa alla Demo Showcase Allen&Heath, nella gallery il reparto vinile Foto relativa alla Demo Showcase Allen&Heath, nella gallery il reparto vinile.

Nell'epoca di internet e di Spotify i negozi di dischi sono oramai delle rarità, quasi delle cattedrali nel deserto. E' cambiato in modo significativo anche il ruolo del dj, oggi produttore di musica. C'è chi però nel settore, nonostante la crisi e nonostante i cambiamenti, è ancora sulla cresta dell'onda. E' Disco Più di Rimini, storico negozio attivo dal 1979. Gianni Zuffa, il titolare, è l'esempio dell'imprenditore lungimirante e precursore delle mode, che non si rassegna alle difficoltà, ma soprattutto persona capace di interpretare le tendenze e di analizzare al meglio le situazioni che caratterizzano il suo settore.
In questi giorni Gianni è impegnato nel ri-allestimento di Disco Più, che da una decina di giorni ha trasferito la propria sede in via Flaminia 393/d, davanti a Fiabilandia: "Un negozio su strada, molto più grande del precedente, nel quale integreremo alle attività di sempre corsi per dj/producer, home recording, ma anche workshop, showcase, dimostrazioni di nuovi prodotti effettuate da product specialist italiani e internazionali, il tutto ripreso da webcam e veicolato in diretta sui social. Il maggiore spazio disponibile ci permetterà di mettere a disposizione della clientela svariati prodotti che potranno essere provati/ascoltati/comparati… e poi ci saremo noi, con i nostri 40 anni di esperienza, a dispensare consigli competenti e non pilotati da sedicenti espert o influencer che si sono inventati un lavoro, come avviene per la stragrande maggioranza degli acquisti effettuati online, in particolare nei marketplace più visitati".

DA 40 ANNI SULLA CRESTA DELL'ONDA. Il segreto del successo di Disco Più è stato questo: "A mio parere un negozio deve dare di più… emozionare… magari sul web c'è il prodotto allo stesso prezzo, ma noi lo dimostriamo, lo facciamo ascoltare e provare". Succedeva così anche per i dischi, fin dal principio. Non solo le famose ‘buche’ per sfogliarli, ma anche tanti giradischi all'interno del negozio per poter ascoltare autonomamente la musica prima di comprarla. Ma dietro al successo di Disco Più c'è anche la determinazione del suo titolare, originario di Imola. A Rimini aveva lavorato da stagionale in estate. Nel 1979 coglie l'occasione: rileva un negozio di dischi in piazza Tripoli che stava ‘vivacchiando’ e lo trasforma in un punto di riferimento per appassionati, ma soprattutto ‘addetti ai lavori’. Mozart, Rubens, Baldelli, TBC sono solo alcuni dei big che in quegli anni frequentavano assiduamente il negozio, che nel giro di pochi anni diventa punto di riferimento assoluto per i dj di tutta la penisola (e non solo). Impegno e perseveranza hanno trasformato Disco Più in un'azienda leader del settore a livello nazionale: "Ogni notte facevo le ore piccole ad ascoltare vinili d’importazione… cercavo di capire quali brani avrebbero potuto funzionare, li selezionavo, li memorizzavo… così facendo li avevo prima dei miei concorrenti e in quantità, senza aspettare che fossero le radio a lanciarli… anzi, ero io che in molti casi li proponevo alle radio settimane (o mesi) prima che arrivassero nel ‘pacco promo’ delle case discografiche”

VENDITA ONLINE. Per i commercianti l'online è spesso un mondo ignoto, una concorrenza terribile. Al contrario la vendita online può essere un’opportunità. Disco Più è stato precursore, come ricorda lo stesso Gianni: "All'inizio degli anni 2000, col  sito www.discopiu.com, sono stato il primo negozio di settore a fare ascoltare i dischi e su internet. Ricordo che il mercato era già in forte contrazione tanté che i miei concorrenti ogni anno vedevano diminuire il proprio fatturato del 20-30%, il nostro invece era in controtendenza. Oggi buona parte del nostro fatturato proviene dalla vendita online, ma i dischi contribuiscono solo in minima parte, infatti il grosso è dato dalle tante apparecchiature per la fruizione e la produzione della musica di cui disponiamo”. Ma non è vero che i giganti del web sono sempre convenienti: "Assolutamente! Sui marketplace certi prodotti costano il 10-15-20% in più rispetto ai negozi come il mio, ma molti danno per scontato che sui marketplace tutto costi meno. Hanno un potere economico inarrivabile che ha contribuito a monopolizzare i motori di ricerca e il web intero… purtroppo stanno condizionando le scelte e il cervello di molti, ma fortunatamente c’è ancora chi sceglie/decide senza essere ‘pilotato’. Noi ci rivolgiamo principalmente a costoro”.

IL RITORNO DEL VINILE. Il negozio vende supporti musicali (vinili e cd), ma anche apparecchiature per produrre musica o per fruirne. C'è anche una stagionalità riscontrabile negli acquisti: in estate e primavera, ad esempio, ci sono hotel, bar, stabilimenti balneari, ecc. che richiedono determinati prodotti, invece nel periodo invernale aumenta la vendita di giradischi, schede audio, diffusori da interno. "Da qualche anno tra i giovani c'è molto interesse a produrre musica. Grazie ai computer è diventato facile e a basso costo, poi quello che realizzano non so se abbia sbocco sul mercato, ma intanto mettono la propria musica sul web…" spiega Gianni, la cui disamina sul mondo dei dj è chiara: "Negli ultimi anni molti di essi si sono trasformati in produttori, bisogna produrre dischi, poi se ha successo diventa richiesto dalle poche discoteche superstiti, ma del mestiere di dj vero e proprio non hanno molto". Tra i clienti di Disco Più non ci sono però solo giovani producer "ma anche tanti 50-60enni che vengono a comprare le puntine e il materiale per la manutenzione di vinili e giradischi". Ed ecco un'altra nota dolente: "Ultimamente riciclati giradischi in condizioni precarie trovati in cantine o soffitte, oppure acquistati sul web dei ‘plasticoni cinesi a basso costo’… in buona parte sono dei ‘rovinadischi’ ma oggi funziona così. Noi trattiamo solo prodotti professionali o per uso domestico ma di qualità… giradischi che devono durare 30-40 anni". Gianni è scettico sul boom del vinile: "Ripartendo da zero di certo il ritorno c'è stato, ma a mio parere per una parte degli attuali acquirenti è una sorta di moda (spero non passeggera)… a me risulta che molti dei vinili acquistati finiscano inascoltati in bacheca perché ‘fruire della musica in digitale è più semplice e pratico’".

PROGETTI FUTURI. Il 23 giugno 2019 il negozio festeggerà 40 anni: “Al momento non abbiamo in programma dei festeggiamenti… probabilmente coglieremo l’occasione per inaugurare la nuova sede. Farlo ora non mi è parso opportuno perché ci siamo appena trasferiti… siamo ancora ‘in allestimento’ e per tornare a regime impiegheremo non meno di due mesi”. Al contrario, i progetti per il futuro di Disco Più sono chiari. "Nonostante i paletti della burocrazia voglio rendere ‘social’ il negozio… come ad esempio installare dieci telecamere che invoglino i produttori di musica a venire qua a presentare in anteprima le proprie realizzazioni. Una di queste telecamere sarà in funzione in una saletta che destinerò ai ragazzi appassionati di DJing, i quali potranno diffondere sul web le proprie performance". Una sala con una consolle professionale, "che affitterò a prezzo popolare, nella quale entreranno tre-quattro ragazzi per volta a mixare senza la madre o i vicini di casa che si lamentano per il volume della musica. Sto ancora mettendo a punto il progetto che vedrà coinvolta in partnership la principale azienda di settore, ma la mia idea è che al raggiungimento un certo numero di visualizzazioni, la volta successiva affitteranno la saletta a metà prezzo". Disco Più come talent scout, in sostanza: "No, saranno i ragazzi i talent scout di sé stessi. Io gli offro l’opportunità di mostrare in rete il proprio talento alle prese con delle apparecchiature professionali e, nel contempo, investo su di loro (che probabilmente tra i propri contatti hanno altri appassionati di DJing) piuttosto che pagare agenzie di comunicazione che difficilmente divulgherebbero il ‘messaggio’ con la stessa efficacia". Sincero come sempre, Gianni Zuffa, simbolo di una Rimini che guarda avanti e che rimane punto di riferimento in tutta Italia.

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