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Sigilli Petroltecnica: "A rischio il lavoro di 320 persone, contestazioni sanabili"

Lo ha detto Mario Pompeo Pivi, incontrando la stampa negli uffici della sua azienda, la Rovereta Srl

Attualità Coriano | 19:30 - 21 Febbraio 2019 Lavoratori della Petroltecnica specializzata nello smaltimento degli idrocarburi nei terreni Lavoratori della Petroltecnica specializzata nello smaltimento degli idrocarburi nei terreni.

"Le contestazioni sono tutte sanabili e restano comunque molto discutibili. Il sequestro preventivo da parte del Gip dei nostri impianti industriali, mettendo a rischio il lavoro di 320 persone, è una misura sproporzionata rispetto alle cosiddette irregolarità riscontrate. Al gip chiederemo di lavorare per metterci a posto nonostante i sigilli". Lo ha detto Mario Pompeo Pivi, incontrando la stampa negli uffici della sua azienda, la Rovereta Srl - le cui quote societarie sono detenute dalla Petroltecnica Spa - specializzata nello smaltimento degli idrocarburi nei terreni e sotto sequestro dal 19 febbraio scorso. Da quando i Carabinieri del Noe di Bologna hanno posto i sigilli ad un'area di stoccaggio che appartiene all'attività esclusiva di Rovereta. "Non c'è nessun sequestro che coinvolga Petroltecnica - ha spiegato -. Rovereta, quindi, viene menomata nella parte impiantistica che è fondamentale per la Società e ne mette a dura prova il futuro. Non possiamo più lavorare - ha aggiunto Pivi - non solo abbiamo anche clienti della Petroltecnica che non c'entra nulla, che ci hanno contattato preoccupati. Un danno enorme. Ad esempio oggi ci sono tornati indietro due camion da Brescia". La Rovereta si occupa di ripulire i terreni dai residui di idrocarburi per poi essere riutilizzati come materiali di riempimento o sottofondi stradali. "Può capitare che nei terreni ci finisca un pezzo di ferro o di plastica - ha aggiunto l'ad - ma si parla di 10 chili di materiale su 8 mila tonnellate di terreno bonificato. Il punto è che è mancato un approccio scientifico tanto che nell'ordinanza non vi è riportato neanche un dato soprattutto a proposito dai cattivi odori o delle immissioni che da anni contestano i residenti". Domani i legali dell'azienda chiederanno al Gip di poter sistemare tutte le contestazioni fatte dai Carabinieri nonostante il sequestro, fermo restando il ricorso al Tribunale del Riesame per ripartire con l'attività.