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Sigilli alla Petroltecnica, l'azienda si difende: 'impianti conformi alle normative'

Articolata difesa della Rovereta Srl: 'odori anche da altre aziende limitrofe, idrocarburi inferiori ai limiti di legge'

Attualità Coriano | 13:24 - 20 Febbraio 2019 Petroltecnica di Cerasolo Petroltecnica di Cerasolo.

Dopo il sequestro operato dai Carabinieri presso lo stabilimento della Petroltecnica di Cerasolo, la Rovereta srl interviene in una nota a sua difesa, premettendo di essere "fiduciosa nell'operato della magistratura e auspicando una veloce conclusione del procedimento" e di operare sulla base di un'Autorizzazione Integrata Ambientale sottoposta a costanti controlli e verifiche da parte degli enti competenti. Relativamente a odori ed emissioni nocive, la Rovereta Srl respinge gli addebiti: 

"Il massimo organo nazionale in materia, l’Istituto Superiore di Sanità già si espresse sul punto con una pubblicazione, richiesta dal Comune di Coriano, dalla quale emerse che il 50% delle emissioni veniva prodotto da una azienda terza e l’altro 50% risultò suddiviso in altre 4 aziende tra le quali, anche, l’impianto di Rovereta". Gli odori sgradevoli sarebbero dunque "da ricondursi anche a fonti diverse, site in prossimità dell'area produttiva circostante". Sull'emissioni nocive, "le concentrazioni di idrocarburo contenuti in atmosfera nella nostra area sono non solo a norma di legge, ma inferiori alle soglie previste e molto inferiori ai valori respirati dagli utenti in prossimità di un qualunque distributore di benzina". Dall'intervento dei Carabinieri è emersa anche un'inadeguata manutenzione dei capannoni e delle vasche di contenimento dei fanghi pericolosi, nonché le condizioni deteriorate della pavimentazione. Addebiti respinti al mittente: "Le condizioni degli impianti, dei capannoni e delle vasche di contenimento dei fanghi e le aree di stoccaggio dei terreni, sono conformi alle normative vigenti, oltre ad essere in possesso dei collaudi necessari. Rovereta inoltre, opera in conformità delle norme ISO 14.000 e ISO 18.000". L'azienda spiega che le lavorazioni sono effettuate tramite trattamenti fisici e biologici, senza reazioni chimiche nocive: "La nostra attività prevalente consente il risanamento di circa 40.000 tonnellate annuali di terreni inquinati, rendendo possibile il loro riutilizzo e depuriamo circa 30.000 tonellate l'anno di acque contaminate".