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L'ultimo saluto di Santarcangelo al poeta Gianni Fucci, sindaco della città della poesia

Il sindaco Parma: 'sei stato interprete di un sapere profondo e gentle'

Attualità Santarcangelo di Romagna | 16:08 - 16 Febbraio 2019 La camera ardente di Gianni Fucci La camera ardente di Gianni Fucci.

Santarcangelo si è stretta per l’ultima volta attorno a Gianni Fucci con un saluto commosso e partecipato. In tanti dal pomeriggio di venerdì hanno fatto visita alla camera ardente allestita nella sala del Consiglio comunale dove, alle 14,30 di sabato, il sindaco Alice Parma ha ricordato il poeta a nome di tutta la città. Attilia Pagliarani e Annalisa Teodorani hanno letto le sue poesie “La dènza dla vêita” e “Pensê in dialètt”. 

Ciao Gianni,

buon viaggio nell'universo dei poeti, dove hai sempre scelto di vivere: uomo di lettere e raffinato poeta; dove ti accompagneranno ancora una volta i tuoi grandi e inseparabili amici, i poeti di ieri e di oggi. Per vocazione, impegno culturale e civile, sei stato interprete di un sapere profondo e gentile, con un'attenzione particolare alla qualità e cura delle relazioni, con le persone che incontravi quotidianamente e i tuoi compagni di cammini poetici.

Con importanti e significativi riconoscimenti, hai attraversato diverse stagioni e ambiti culturali, dalla critica letteraria al cinema, mantenendo sempre al centro la straordinaria produzione poetica che ti ha consentito di essere annoverato, dagli intellettuali e dalla critica, fra i grandi poeti dialettali, e non solo, del ‘900. Ripensando alle parole di Tullio De Mauro, Gianni, sei stato l'espressione più fertile dell’unità letteraria fra le tante anime della poesia in dialetto e in italiano, locale e nazionale. 

Come cittadino e poeta, hai scelto di vivere profondamente i sentimenti di Santarcangelo, la comunità che ti ha accolto e che tu hai vissuto da protagonista, fin dal tuo prezioso ruolo di custode delle stanze e dei libri della Biblioteca. Nel corso del tempo, sono molti gli episodi che ti legano profondamente alla vita culturale e politica del nostro paese; custode anche di una memoria storica che sei riuscito a rinnovare e trasmettere agli studenti, sui valori della Resistenza e della Costituzione, con il tuo sentire la responsabilità di essere ancora partigiano, oggi. Testimone del tuo tempo, il tuo sguardo attento sulla città e la tua passione per la vita ci hanno accompagnato per molti anni, e sono certa che ci accompagneranno per molti anni ancora; anche se mi mancheranno i tuoi auguri di Natale, le tue poesie, i tuoi libri, le tue dediche, la tua cortesia e la tua educazione.

In questi ultimi anni, ho avuto il piacere di incontrarti più volte, con grande e reciproco affetto che porterò sempre con me, compresa l’ironia che a volte tratteggiavi nelle lunghe conversazioni. Sì, mi mancheranno anche i tuoi ultimi spericolati parcheggi nel cuore del combarbio che a volte ci facevano sorridere e a volte preoccupare.

Personalmente, mi permetto di dire, il ricordo più bello è la consegna della fascia di Sindaco della Città della Poesia, per l’edizione del 2017 del Cantiere poetico per Santarcangelo. Un altro riconoscimento, insieme alla consegna dell’Arcangelo d’oro nel 2012, che testimonia l’affetto che Santarcangelo, il tuo Paese, ha sempre avuto per te, per il poeta.

Ciao Gianni, qui oggi con te ci sono i figli delle “bandierine rosse” e i tanti lettori, anche le nuove generazioni, che in questi anni hanno letto le tue poesie, e con te sono cresciuti. Ciao Mafalda, l’amorevole compagna di una vita, che solo per pochi mesi hai distolto lo sguardo da Gianni.

A nome della Giunta e del Consiglio comunale, e di tutta la Città, un grande abbraccio alle figlie e alle loro famiglie, a tutti gli amici che ti hanno voluto bene. Caro Gianni, prima di lasciare a te l’ultima parola, mi piace salutarti parafrasando il titolo del tuo ultimo libro: a Santarcangelo “il mio cuore ascolta: poesie”, sempre.