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Prof di lettere diventa campionessa di Body Building, ora la riminese Deborah vuole conquistare gli Usa

Segue un programma di alimentazione e allenamento con maniacale attenzione ai dettagli, prossima gara il 20 aprile a Malta e un'altra a Rimini Wellness

Attualità Cattolica | 05:53 - 17 Febbraio 2019 Prof di lettere diventa campionessa di Body Building, ora la riminese Deborah vuole conquistare gli Usa

Da professoressa di lettere a campionessa di body building. E' il percorso intrapreso da Deborah Gerboni, originaria di Gradara, residente a Cattolica dall'età di 18 anni. Oggi quarantatreenne, l'atleta riminese in soli sei anni ha bruciato le tappe, fino a conquistare l'approdo all'IFBB (International Federation of Body Building) e alla nazionale. Una passione scoppiata tardivamente, ma scoppiata in modo imperioso. "Ho fatto ginnastica artistica dai 6 ai 14 anni, conciliando scuola e sport, poi ho iniziato gli studi al liceo classico e ho abbandonato tutto", racconta Deborah. Completato il percorso di studi, con la laurea in lettere, ha iniziato a insegnare, ma il ritorno in palestra nel 2013 è stato il momento "Sliding Doors" della sua vita: il suo personal trainer, l'uomo che poi le avrebbe anche "rubato" il cuore, l'ha incoraggiata a cimentarsi con i pesi. Dopo sei mesi Deborah gareggiava in una piccola federazione, vincendo il suo primo campionato italiano. Da quel momento è iniziata la sua "scalata", fino all'approdo, nel 2017, all'IFBB.

GLI OBIETTIVI DEL 2019. Deborah parteciperà ai campionati italiani IFBB a luglio ("Quest'anno spero di vincerli dopo essere arrivata seconda"), a una gara internazionale durante Rimini Wellness, ma soprattutto a una gara a Malta il prossimo 20 aprile: "Spero di conquistare la Pro-Card, un riconoscimento che permette poi di poter entrare nel circuito americano, la terra dove il Body Building è nato", spiega l'atleta riminese, che per questo obiettivo ha preferito accantonare la partecipazione ai campionati europei. "E' anche una questione economica, visto che il body building non è purtroppo una disciplina che riceve finanziamenti". Il 2019 sarà l'ultimo anno di competizione agonistica: "Credo di sì, ho fatto un percorso intenso e breve, mi sono sacrificata tantissimo, facendo quello che gli altri fanno nel triplo dei miei anni". Dopo il ritiro, Deborah si dedicherà completamente al lavoro nella sua palestra di Cattolica, ma non solo: "Sì, voglio prendere anche la seconda laurea, mi iscriverò in Scienze dell'alimentazione. Avrei voluto iscrivermi a medicina, ma purtroppo è richiesto l'obbligo di frequenza, al quale non posso ottemperare per il lavoro".

UNA VITA DI SACRIFICI. Deborah, nel raccontare la sua esperienza di vita e di sport, affronta anche il tema del doping. "E' purtroppo diffuso in questa disciplina, ma ci tenevo a precisare che molte persone raggiungono traguardi importanti con il duro lavoro e i sacrifici, certo bisogna avere anche il patrimonio genetico giusto per potere fare il body building". Nel dettaglio: sei allenamenti settimanali, un'ora e mezza di pesi più altri 30-40 minuti di allenamento cardio; programmi alimentari molto rigidi. "Io ogni giorno assumo un regime calorico più basso rispetto a quello previsto, 1600-1800 calorie contro 2000. A colazione mangio albumi di uova e fiocchi d'avena, faccio spuntini con frutta, i pasti con riso, petto di pollo e pesce". Ma i sacrifici prevedono anche una vita molto regolare, quasi monastica, e divieto assoluto di alcol: "Per gli altri possiamo sembrare noiosi e asociali. E quando vedono i nostri fisici dal comune attribuiscono il risultato al doping, quando invece è tutto frutto di grande impegno e di grandi sacrifici". 

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