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L’Italia delle slot 2: la spesa per il 2017 e i dati comune per comune

Il 2019 è iniziato con alcune importanti novità che riguardano il circuito del gioco nel nostro Paese

Attualità Nazionale | 15:24 - 13 Febbraio 2019 Casinò online Casinò online.

E’ sicuramente un momento di grande fermento questo, per il settore del gioco d’azzardo legale in Italia. Il 2019 infatti è iniziato con alcune importanti novità che riguardano il circuito del gioco nel nostro Paese, ma la notizia più interessante è quella relativa al divieto della pubblicità sul gioco, per casinò online, scommesse sportive e slot machine. Doveva scattare questo divieto proprio a partire dal primo gennaio 2019, mentre così non è stato, per via di una proroga che riguarda la possibilità di far terminare i contratti vigenti, i quali dureranno fino al prossimo 14 luglio. Questo è emerso dalla Legge di bilancio approvata dal Governo Conte e dalla Manovra, dimostrando come il divieto potrebbe causare non pochi problemi a uno dei circuiti più efficienti e capaci di produrre entrate significative per l’Erario dello stato. Si pensi ad esempio alla spesa raccolta per il 2017, che ha sfiorato i 102 miliardi di euro, a cui bisogna poi sommare un dato non ancora complessivo per il 2018, il quale dovrebbe nuovamente raggiungere un range pari a 95-98 miliardi di euro. Entrando nello specifico invece, attraverso la pubblicazione dell’inchiesta realizzata dal Gruppo Gedi, L’Italia delle slot, volume 2, possiamo andare a vedere nello specifico quanto incida la spesa in ogni comune d’Italia, relativa al gioco d’azzardo legale.
Nel caso del comune della città di Rimini, le giocate pro-capite per il 2017 sono state pari a 1.798 euro, cifra che colloca Rimini al posto numero 557 su 7954 comuni d’Italia, nella classifica complessiva del numero di giocate pro-capite. Questo calcolo tiene conto anche delle dimensioni di ogni città e comune del territorio italiano: Rimini occupa quindi la 27esima posizione di questa particolare classifica, su 130 comuni compresi tra i 50mila e i 200mila residenti, sempre in base al calcolo effettuato sulle giocate pro-capite. Nel dettaglio il dato che emerge è il seguente: sono stati giocati 268 milioni di euro, mentre le vincite sono state pari a 209 milionidi euro. Come in altre città d’Italia, anche in questo caso le vincite sono maggiormente legate alle slot di tipo AWP e al bingo, con 45 milioni di euro per le slot e 6,5 per il bingo. Altri giochi sono poi le scommesse sportive, che hanno prodotto oltre 52.000 euro di vincite. Di questi entrano nelle casse dello Stato 31,93 milioni di euro, mentre per i concessionari, gestori ed esercenti, le entrate sono pari a 27,76 milioni di euro. Ci sono poi quote importanti e significative anche per il segmento del gioco online, che è in crescita sia su scala nazionale che locale: eurojackpot, slot online, scommesse virtuali e naturalmente i giochi roulette i quali secondo i dati del 2017-2018 sono tra le maggiori attrattive per il settore del gioco digitale in Italia. Secondo i dati relativi al primo semestre del 2018 il gioco online in Italia è cresciuto del 23% per merito degli utenti che hanno scelto di giocare direttamente scaricando le app di casinò sul proprio dispositivo mobile come tablet e smartphone.
Tramonta l’epoca d’oro del poker digitale così come la moda del Texas Hold’Em, mentre crescono i giocatori appassionati di blackjack, roulette, videopoker e baccarat. Già durante il 2017 il 10% della spesa complessiva per il gioco era rappresentato dalle attrattive di casinò online e betting digitale, un dato che potrebbe aumentare a livello di volumi di gioco durante la seconda parte del 2018. Proprio per questo motivo ci si interroga circa l’utilità del divieto per il gioco d’azzardo legale, che a partire dal prossimo 14 luglio 2019 dovrebbe entrare in vigore, creando non poca confusione tra gli utenti che negli ultimi 5 anni hanno preferito giocare sui siti sicuri garantiti e tutelati dall’ente AAMS. Le cose quindi potrebbero presto cambiare e oltre alla problematica legata al gioco illegale, ci sarebbe il danno d’immagine e la perdita dei principali gestori di gioco online che potrebbero decidere di investire e puntare su altri canali e mercati europei, escludendo quindi l’Italia che fino a questo momento aveva rappresentato uno dei mercati migliori e più virtuosi per il settore del gambling internazionale.