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Nascono due Cooperative di Comunità in Valmarecchia: progettazione ed innovazione sociale

Obiettivo vantaggi economici e sociali per i cittadini

Attualità Casteldelci | 11:37 - 11 Febbraio 2019 Incontro con Giovanni Teneggi Incontro con Giovanni Teneggi.

Venerdì 8 a Casteldelci e Sabato 9 Febbraio a San Leo hanno avuto inizio due percorsi di co-progettazione e innovazione sociale per la nascita delle prime due Cooperative di Comunità in Valmarecchia. 

I percorsi sono fortemente voluti da Confcooperative Rimini - Ravenna che ha scelto come partner operativo l’Associazione Figli del Mondo ed i suoi esperti di percorsi di innovazione sociale, e si è avvalso della collaborazione di Primo Miglio- Acceleratore di startup responsabili e di AICCON - Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del non-profit, nonché il sostegno di Rimini Banca Credito Cooperativo.

La cooperativa di comunità è un sistema di innovazione sociale il cui l'obiettivo è produrre vantaggi sia economici che sociali per i cittadini. I servizi e i beni che vengono progettati devono dunque produrre economia e lavoro ed insieme rispondere al bisogno di servizi delle piccole comunità, migliorando la qualità di vita delle comunità rurali stesse e ridando vita a borghi e centri storici a rischio di spopolamento.

Per questo, mentre a Casteldelci si sta pensando per esempio ad uno spazio ricreativo, ma anche ad uno studio medico in centro storico, oltre che all’offerta di percorsi e camminate per la riscoperta del territorio e a servizi di ospitalità per i turisti, a San Leo si vuole rivitalizzare quel patrimonio comunitario rappresentato dal vecchio forno in cui viene prodotto il famoso “Toscano di San Leo” ed insieme si vogliono offrire maggiori servizi agli abitanti e alle famiglie per dare nuova vita al centro storico e, con il contributo di giovani intraprendenti, moltiplicare l’ospitalità per turisti e visitatori.

Queste alcune delle proposte più strutturate emerse nel primo dei tre incontri che hanno portato alla luce anche storie umane sorprendenti proprio come quella del fornaio di San Leo… che sono già patrimonio delle comunità rurali. Si proseguirà nelle prossime settimane definendo anche gli aspetti economici e normativi delle Cooperative di Comunità che potranno vedere la luce però, solo grazie all’adesione, la partecipazione e l’entusiasmo della popolazione.

Roberto Brolli, Segretario Generale di Confcooperative, afferma che “l’obiettivo del progetto è sostenere la creazione di cooperative di comunità. A fine 2018 abbiamo già incontrato le comunità di diversi territori della Valmarecchia. Ora abbiamo avviato due laboratori di tre appuntamenti ciascuno per San Leo e Casteldelci, che faranno emergere i bisogni concreti, le risorse disponibili e le persone che decidono di diventare protagonisti e imprenditori del e per il territorio in cui vivono, grazie anche al supporto del modello cooperativo che ben si presta a questo tipo di esperienze”.

Per Figli del Mondo, il Direttore Andrea Zanzini aggiunge che: “il lavoro dei nostri esperti sarà quello di supportare le comunità nel far emergere le risorse materiali e immateriali di cui sono ricche, introducendo elementi di innovazione sociale e strumenti utili allo sviluppo di nuove piccole imprese innovative ed a forte impatto sociale, esperienza che abbiamo sviluppato in questi anni grazie al coordinamento del progetto Primo Miglio a supporto della nascita di nuove imprese responsabili insieme a 26 diversi soggetti territoriali del mondo dell’impresa, enti pubblici e del settore non-profit”.

Ai primi incontri, ha partecipato inoltre Giovanni Teneggi, Direttore di Confcooperative Reggio Emilia e referente di Confcooperative Nazionale per la cooperazione di comunità, che afferma:“La particolarità delle cosiddette cooperative di comunità consiste nel fatto di essere a servizio di un’intera comunità, non solo dei suoi soci. Il caso tipico è quello della piccola località di montagna i cui residenti si mettono insieme per salvare l’ultimo bar o negozio del paese. Oppure, ancora, per tenere aperto un forno che sta per chiudere, per salvaguardare un bosco o un luogo che sta a cuore a tutta la collettività. Spesso queste esperienze sono guidate da minoranze profetiche e visionarie, capaci di vivere il locale, trovando soluzione ai problemi dei piccoli centri ma con uno sguardo ampio, che sa guardare oltre, creando economie di collegamento”.

Sarà sicuramente un'occasione di confronto tra i diversi abitanti del territorio dove sarà possibile dialogare e progettare insieme qualcosa di concreto.