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Epidemia di morbillo tra gli studenti riminesi, 17 casi in poche settimane

Colpiti soprattutto gli alunni delle scuole superiori, due pazienti ricoverati in ospedale

Attualità Rimini | 18:17 - 06 Febbraio 2019 Rimini, allarme per un focolaio di morbillo Rimini, allarme per un focolaio di morbillo.

Sono 17 i casi di morbillo notificati in Provincia di Rimini, dal 28 dicembre ad oggi, principalmente per soggetti in età di scuola superiore e tutti tra persone che non avevano effettuato o completato, per varie motivazioni, il ciclo vaccinale relativo a questa patologia. Lo spiega l'Ausl Romagna in nota. Due pazienti sono stati ricoverati in ospedale: il primo per una complicazione encefalica ed è stato dimesso; il secondo è ricoverato per polmonite. Per gli altri pazienti al momento non sussistono complicazioni.

"Già a partire dai primi casi personale del Dipartimento di Sanità pubblica ha tempestivamente messo in atto i protocolli previsti: ricerca delle persone che avevano contatti diretti con gli ammalati, sorveglianza epidemiologica e offerta della vaccinazione a coloro che, suscettibili di poter contrarre la malattia, non hanno completato il ciclo vaccinale. Purtroppo non tutti hanno accettato la vaccinazione", si legge nella nota dell'Ausl. 

Il morbillo è una patologia molto contagiosa: si diffonde per via aerea, soprattutto attraverso i colpi di tosse e gli starnuti delle persone infette. Si manifesta con sintomi iniziali che di solito includono febbre, spesso superiore a 40 °C, tosse, rinite. Due o tre giorni dopo l'inizio dei sintomi, piccole macchie bianche possono formarsi all'interno della bocca mentre un rush cutaneo rosso e che di solito inizia sul viso e poi si diffonde al resto del corpo, esordisce tipicamente da tre a cinque giorni dopo l'inizio dei sintomi. Questi ultimi si evidenziano solitamente in 10-12 giorni dopo l'esposizione ad una persona infetta e si protraggono per 7-10 giorni. Le complicanze possono includere, diarrea, otite, ma anche polmonite e in taluni casi. L’unica misura efficace contro questa patologia è la prevenzione attraverso la vaccinazione.