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Madre denuncia la figlia: assolta per maltrattamenti, appropriazione indebita e circonvenzione di incapace

Chiusa una vicenda familiare durata sette anni: la ragazza si era presa cura degli anziani nonni

Cronaca Cattolica | 19:35 - 05 Febbraio 2019 Madre denuncia la figlia: assolta per maltrattamenti, appropriazione indebita e circonvenzione di incapace

Era stata denunciata dalla madre per appropriazione indebita per la somma di 730mila euro, maltrattamenti, percosse e circonvenzione di incapace ai danni dei suoi genitori, cioè i nonni materni (classe 1920 lui, 1922 lei) con cui era andata a vivere dopo essere sbattuta di casa dalla madre all'età di 19 anni.
Martedì il tribunale di Rimini (giudice monocratico Manuel Bianchi) ha assolto con formula piena - il fatto non sussiste - l'imputata, una donna di Cattolica di 43 anni, difesa dall'avvocato Gianmaria Gasperoni, mettendo fine ad una vicenda familiare durata sette anni. Per dimostrare la totale estraneità ai fatti dell’imputata, la difesa ha rinunciato alla prescrizione per il reato di maltrattamenti (il pm Stefano Celli aveva chiesto l'assoluzione con formula dubitativa e, invece, una condanna a un anno e 4 mesi per il reato di circonvenzione di incapace).
La storia inizia nel 1995 quando l’imputata, allora 19enne – laureata in naturopatia, insegnante in un centro yoga e cameriera d’estate - viene di fatto adottata dai nonni materni che abitano nell'appartamento sottostante la casa della madre che, separata dal marito, ha nel frattempo intrecciato una nuova relazione. La donna non vede di buon grado questo rapporto così intenso tra sua figlia e i suoi genitori e, anzi, mette in guardia questi ultimi riguardo la gestione del patrimonio familiare. Invece i nonni hanno fiducia cieca nella nipote. E' lei che si occupa di loro, in piena salute, e riceve due procure generali. Una decisione che la madre non digerisce affatto tanto da chiedere al tribunale – siamo nel 2011 – di essere nominata lei amministratore di sostegno. Invece il tribunale, sentiti gli anziani genitori che ribadiscono totale fiducia nella ragazza, conferisce l’incarico proprio alla nipote che poi rimetterà il mandato un anno e mezzo dopo stufa del fatto che la madre continui  a farle la guerra a suon di carte bollate. Il processo viene innescato proprio dalla denuncia penale della madre, nel 2012, dopo appunto la nomina della figlia quale amministratore di sostegno.

La ragazza non fa mancare nulla agli anziani nonni e le intercettazioni ambientali descrivono un clima di serenità in casa, escludono ogni tipo di violenza e testimoniano quanto i nonni siano legati alla loro adorata nipote tanto da manifestare chiare intenzioni sui lasciti futuri. Mentre la madre fa la sua vita, sua figlia gestisce ogni spesa: da quelle della ristrutturazione della casa per l’abbattimento delle barriere architettoniche, a quelle delle due badanti, a quelle mediche. Tutto viene minuziosamente segnato. La difesa riesce a dimostrare che le uscite – non 730 mila euro ma 190 mila documentati da una perizia – sono state effettuate nell'interesse dei nonni, che non ci sono stati maltrattementi se non un caso di uno strattonamento che non ha lasciato tracce. Ora la difesa ha chiesto che gli atti vengano trasmessi alla procura per accertare l’ipotesi di reato di calunnia.