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Tari, albergatori i principali evasori di Rimini: una task force del Comune per i controlli

Tolleranza zero da parte del Comune di Rimini, che in due anni ha recuperato 10 milioni di tasse evase

Attualità Rimini | 13:31 - 05 Febbraio 2019 Pagamento tasse (foto di repertorio) Pagamento tasse (foto di repertorio).

Entra nel vivo nel Comune di Rimini la lotta a evasione ed elusione tributaria. L'amministrazione comunale ha varato un pacchetto di misure puntuali e mirate, mix integrato di modifiche ai regolamenti comunali e azioni di controllo sinergiche con altri Enti, per andare a colpire chi evade la Tari, in particolare titolari e gestori di imprese e attività evasori recidivi. La prima fase della tax compliance (con l'adempimento degli obblighi tributari da parte di chi era stato inottemperante) ha permesso in due anni il recupero di circa 10 milioni di euro di Tari non corrisposta. Il pacchetto di azioni trasversali varato dal Comune prevede la stretta collaborazione con Asl e Ispettorato provinciale del Lavoro. Si va da controlli discrezionali sulle attività non in regola con i pagamenti (la mancanza dei requisiti igienico-sanitari può essere propedeutica ad una successiva sospensione della licenza), alla revoca dei titoli abilitativi per l’occupazione del suolo pubblico, fino all’azione parlamentare per un emendamento che impedisca il rilascio o il rinnovo della licenza di apertura a quelle attività non in regola con i versamenti.  

INSOLVENZA TARI PER CATEGORIE. Sulle insolvenze relative al 2018 (non si può ancora parlare di evasori poiché rientrano nel periodo del cosiddetto ravvedimento operoso) le principali categorie di operatori economici che non hanno pagato sono gli alberghi (28%) e a seguire i ristoranti e i bar (13%) quindi categorie fortemente influenzate dal mercato turistico, dalla volatilità delle denominazioni sociali e dalla stagionalità. Infine gli studi professionali (3%). 


TASSA DI SOGGIORNO. Nel 2018 sono stati recuperati 11.400.000 di tributi, di cui 5.500.000 relativi la partita legata all’Imu sulle piattaforme (ENI), i 6.000.000 restanti sono, comunque, superiori all’anno precedente. Altrettanto impegno è stato investito nel recupero dei mancati riversamenti da parte dei gestori delle strutture ricettive dell’imposta di soggiorno versata dai turisti, che, nel 2018, ha visto l’ottenimento di risultati superiori alle aspettative: sono stati contestati 375.000 euro, di cui già pagati oltre il 65% (245.000 euro).