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Lite diventa tragedia, negoziante muore. Parte processo per omicidio

In aula sarà sentita la moglie del defunto già costituita parte civile e un testimone che avrebbe assistito al litigio

Cronaca Rimini | 20:01 - 03 Febbraio 2019 La Polizia nel negozio di Sammarini La Polizia nel negozio di Sammarini.

Lunedì 4 febbraio prosegue a Rimini il processo in corte d'assise per la morte del commerciante riminese Serafino Sammarini, che perse la vita il 9 agosto del 2016. Sul banco degli imputati un 60enne turista russo, accusato di omicidio preterintenzionale. In aula saranno sentiti i testimoni, tra questi la moglie del defunto, costituitasi parte civile attraverso l'avvocato Umberto De Gregorio; Pier Paolo Balli, il dottore che ha svolto l'autopsia e un testimone, un turista modenese in vacanza a Rimini, che assistette alla lite tra l'imputato e il commerciante. Dai primi riscontri investigativi, la causa del decesso sembrava essere stata un malore: Sammarini aveva discusso con il turista, dopo averlo allontanato dal negozio, assieme alla moglie, perché quest'ultima si era messa a scattare foto dentro al negozio e a provare profumi e creme, senza chiedere nulla alla moglie dl commerciante, che si trovava dietro il banco. La richiesta di archiviazione è stata però respinta dal gip del Tribunale di Rimini, che ha disposto l'imputazione coatta del turista russo, a seguito anche dell'opposizione della vedova, attraverso il proprio avvocato.