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Unione Comuni Valmarecchia, Pennabilli ritira i propri rappresentanti

L'attacco in una nota: 'servizi inefficienti, alcuni inesistenti e alcuni farlocchi, spese aumentate'

Attualità Pennabilli | 12:24 - 03 Febbraio 2019 Scorcio di Pennabilli e nel riquadro il sindaco Mauro Giannini Scorcio di Pennabilli e nel riquadro il sindaco Mauro Giannini.

L’amministrazione comunale di Pennabilli ha deliberato il ritiro dei propri rappresentanti in seno al consiglio dell’Unione dei Comuni. Pennabilli rimarrà momentaneamente all’interno dell’Unione fino a conclusione della valutazione iniziata per riprendere alcune funzioni in proprio o addirittura per l’uscita completa. "Questa decisione è scaturita a causa della grave situazione in cui versa l’Unione, un’Unione che, come gli amministratori pennesi avevano già previsto prima della loro elezione, purtroppo non riesce a dare benefici ai comuni che ne fanno parte", spiega l'amministrazione comunale in una nota.

La principale criticità rilevata dall'amministrazione comunale è "il fallimento delle finalità previste dal suo statuto cioè il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia delle funzioni e dei servizi". Spiega l'amministrazione: "Al contrario, troviamo molti servizi inefficienti, alcuni inesistenti, alcuni farlocchi e le spese sono aumentate nonostante la previsione di non superare la spesa storica. I bilanci non sono trasparenti e quindi indecifrabili, centri di costo che variano da un giorno all’altro senza motivo portando i comuni a pagare non si sa cosa". 

Il sindaco Mauro Giannini evidenzia altre criticità: "Un’Unione formata da Comuni non omogenei e quindi con esigenze diverse. Un’Unione che riserva trattamenti diversi da Comune a Comune. Consiglieri discriminati per le quote voto che portano i Comuni più piccoli a non contare nulla in sede di decisioni. Il Consiglio è divenuto puro strumento politico dove addirittura alcuni Consiglieri che hanno vinto le elezioni nei propri Comuni diventano Consiglieri di minoranza e, al contrario, coloro che le hanno perse diventano di maggioranza e spesso spostano lo scontro politico esistente nei propri Comuni, all’interno dell’Unione stessa. Con tutti questi ingredienti, il piatto è servito, anzi, la frittata è fatta".

La proposta dell'amministrazione comunale pennese è un unico ente che riguardi i sette comuni dell'Alta Valmarecchia, non unione, ma un rapporto regolato da convenzioni. "Non servono doppi bilanci, non servono doppie strutture, ma doppia efficienza e doppi risparmi", conclude la nota.