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Rimini, cresce numero di cittadini che chiedono aiuto allo sportello sociale

Nel 2018, rispetto a un anno prima, sono 126 le persone in più che hanno avuto accesso ai servizi di welfare

Attualità Rimini | 14:24 - 01 Febbraio 2019 Gloria Lisi, vicesindaco di Rimini Gloria Lisi, vicesindaco di Rimini.

Sono 1.410, 126 in più rispetto il 2017, le persone che si sono rivolte nel corso del 2018 allo Sportello sociale del Comune di Rimini, che si connota sempre più come porta di accesso ai servizi territoriali di welfare. Sempre nel corso del 2018 sono stati 2.470 i colloqui che i cittadini riminesi hanno sostenuto con le assistenti sociali professionali del Comune di Rimini. Tra gli accessi allo sportello il  56% sono femmine, il 44% uomini. La fascia di età più rappresentata è quella compresa tra i 31/50 anni(52%), seguita da quella successiva tra i 51/64 anni (41%); solo il 7% di chi si rivolge alle assistenti sociali ha tra i 18 e i 30 anni. 

I SERVIZI DELLO SPORTELLO. Casa e lavoro si confermano in testa tra le domande di aiuto. Più della metà dei contributi economici richiesti riguarda il sostegno per il pagamento di bollette, affitto o spese legate alla casa. Molti chiedono aiuto per una fase transitoria di difficoltà, per evitare uno sfratto, o per una soluzione abitativa alternativa. Tra queste persone non c’è solo chi ha perso il lavoro, ma anche chi – pur avendone uno – non riesce più ad arrivare a fine mese. Molti chiedono dunque informazioni sul lavoro, informazioni che in parte vengono date ma che, per maggiori dettagli, vengono accompagnati ai servizi per l’impiego territoriali. 


IL COMMENTO DEL VICESINDACO LISI. “Gli accessi del 2018 – è il commento del Vice sindaco con delega alla protezione sociale del Comune di Rimini, Gloria Lisi – confermano il trend degli ultimi anni. Un aumento complessivo di cittadini che si rivolgono alle assistenti sociali e, in particolare, il consolidarsi di una fascia di età, tra i 30 e i 50 anni, che fino a non molti anni fa era pienamente assorbita dal mondo del lavoro. Si conferma la casa come richiesta di aiuto principale, un ambito su cui stiamo intervenendo con diverse tipologie di servizi, in grado di intervenire in maniera differenziata e personalizzata. La precedenza va, ovviamente, ai nuclei famigliari con minori. Voglio sottolineare il prezioso lavoro di aiuto, sostegno e orientamento che le nostre assistenti sociali svolgono quotidianamente al servizio della nostra comunità”.