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Aeroporto Rimini, si punta su Lutfhansa e Ryanair per incrementare i voli di linea

Più di 6 voli su 10 sono di linea, obiettivo nel 2019 superare quota il 70%

Attualità Rimini | 12:41 - 01 Febbraio 2019 Aeroporto Fellini di Rimini Aeroporto Fellini di Rimini.

Tempo di bilanci per AiRiminum 2014, società di gestione dell'aeroporto Fellini di Rimini. Nel 2018 il traffico di passeggeri si è così ripartito: 304.274 passeggeri di aviazione commerciale (2.040 movimenti) e 3.243 di aviazione generale (3.184 movimenti). In particolare, per quanto riguarda il traffico commerciale, il 64% è stato generato da voli di linea e il 36% da voli charter (nel 2017 le linee erano il 55% e i charter il 45%). Per il 2019, spiegano i gestori dello scalo riminese, l'incidenza dei voli di linea sarà ulteriormente incrementata per superare quota 70%. L'obiettivo è trasformare la configurazione dell'aeroporto Fellini, basato tradizionalmente sui charter stagionali (nel 2015, anno di riapertura, erano il 62%). Rimini punta a un network di rotte regolari e in questa direzione vanno gli accordi pluriennali con alcune delle principali compagnie aeree di linea europee (Ryanair, Lufthansa, Rossiya - Gruppo Aeroflot, Ural Airlines, Albawings) e con altre con cui si è in trattativa.
L’obiettivo già a partire dal 2019 è di estendere la programmazione di voli regolari, per alcune delle nuove destinazioni, anche nel periodo invernale. 

DATI SUI PAESI COLLEGATI. Con riferimento ai Paesi collegati, anche nel 2018 la Federazione Russa si è collocata al primo posto con circa il 56% del traffico totale (nel 2017 superava il 72%), seguito dall’Albania con circa il 10% del portafoglio e l’UK con circa il 7% grazie ai collegamenti con Londra di Ryanair. Cresce anche la Polonia a l’Ucraina rispettivamente con circa il 7% e il 6%. 

I COMMENTI. Durante i mesi estivi del 2018, inoltre, per la prima volta da quando vi è AIRiminum, si sono registrati voli tutti i giorni della settimana, consentendo una migliore gestione dello scalo e dell’operatività giornaliera. Infatti, nel mese di agosto solo il 64% dei voli settimanali si è concentrato ancora il sabato (35%) e il mercoledì (29%); dato notevolmente inferiore a quello registrato nello stesso mese del 2017 che invece era nei due giorni circa l’82%.

Nel 2019 il processo di rafforzamento del modello di business avviato nel 2018 sarà ancora più marcato con l’aggiunta di ulteriori voli di linea e nuove destinazioni” afferma Leonardo Corbucci, AD di Airiminum 2014.

Rispetto al traffico del 2017, si è registrato un incremento di circa l’1% dei passeggeri, un dato che è in controtendenza rispetto a quello degli aeroporti sotto a 1 milione di passeggeri che, ad eccezione di pochi, hanno registrato una flessione nel 2018. “In realtà tale dato sintetico va letto in una duplice direzione. In termini decrementativi il calo del traffico russo rispetto al 2017 va motivato, da un lato, con la crisi del mercato (embargo, mondiali di calcio, fallimento di tour operator storici per Rimini, come Danko e Natalie tour) dall’altro con lo spostamento di alcuni voli verso gli aeroporti di Bologna e Ancona. Dal punto di vista incrementale, invece, vanno registrati i circa 50 mila nuovi passeggeri di Ryanair più altri 10 mila nuovi passeggeri dall’Ucraina. Considerando solo la seconda parte, anche nel 2018 si è aggiunto nuovo traffico per circa +20% rispetto al 2017.  Nella prossima stagione i voli dagli aeroporti regionali russi che si erano spostati a Bologna ritorneranno a Rimini”, prosegue Corbucci. “E con i nuovi voli annunciati di Ryanair, di Sky Up (Ucraina), di Lufthansa (Monaco) e dal mercato russo  (anche grazie al Protocollo d'intesa con il Comitato Turistico di San Pietroburgo firmato nel mese di ottobre, in occasione del TTG alla Fiera di Rimini alla presenza del Ministro Gian Marco Centinaio e dell’assessore regionale Andrea Corsini) ci attendiamo per il 2019 un ulteriore slancio di crescita del traffico commerciale a doppia cifra”, conclude Corbucci.
 

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