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Moto in vendita online, paga con assegno ma il conto in banca è chiuso

La denuncia per truffa ha portato i due riminesi sul banco degli imputati

Cronaca San Clemente | 07:16 - 03 Febbraio 2019 Persona che compila un assegno, foto di repertorio Persona che compila un assegno, foto di repertorio.

Un 36enne riminese, detenuto attualmente all'estero, è accusato di essere il responsabile di alcune truffe compiute su territorio italiano. Una di queste fu portata a termine, con la complicità di un 43enne di San Clemente, a danno di un cittadino di Acqualagna, di 59 anni, che aveva messo in vendita una motocicletta. I fatti risalgono alla fine di ottobre 2014: il modus operandi dei due imputati richiama una truffa analoga perpetrata a danno di un cittadino emiliano che aveva pubblicato un'inserzione on-line attinente la vendita di un camper.  

LA TRUFFA. Il venditore fu contattato telefonicamente prima dal 43enne di San Clemente, in seguito dal 36enne, per fissare l'appuntamento, in un sabato mattina. L'incontro avvenne ad Acqualagna, presso l'abitazione del venditore: l'acquirente consegnò un assegno pagando i 7000 euro pattuiti e presso un ufficio dell'Aci di Cagli fu firmato il passaggio di proprietà. Il lunedì mattina, andando in banca a riscuotere l'assegno, il venditore ebbe la sgradita sorpresa: l'assegno era associato a un conto che era stato estinto nel 2011. La denuncia ha portato i due riminesi sul banco degli imputati. Tuttavia giovedì 31 gennaio il procedimento giudiziario si è arrestato, nel giorno in cui doveva essere sentita la persona offesa, e ripartirà da zero, dopo che il giudice ha accolto la richiesta di uno dei legali difensori, l'avvocato Alvaro Rinaldi, sull'annullamento del decreto di irreperibilità emesso nei confronti del 36enne. Questi infatti non era irreperibile, ma era nota la sua carcerazione in America.