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Lite in macelleria, magrebino accoltellò un napoletano: chiesti 9 anni di carcere

Il nordafricano dovrà anche rispondere di estorsione assieme a un 41enne brindisino

Cronaca Rimini | 06:28 - 30 Gennaio 2019 Macellaio mentre taglia la carne, foto di repertorio Macellaio mentre taglia la carne, foto di repertorio.

Al culmine di un litigio, avvenuto nella sua macelleria, impugnò un coltello e colpì il rivale con due fendenti, uno al torace e uno alla gola. Un 50enne magrebino è a processo a Rimini, accusato di tentato omicidio, ma anche di furto ed estorsione aggravata, in questo caso assieme a un 41enne brindisino. I fatti si sono svolti nel 2015: in particolare l'accoltellamento, a danno di un 45enne napoletano, risale al 27 settembre di quell'anno.

I FATTI. Era una domenica mattina e nella macelleria gestita dal magrebino, sita a Rimini, scoppiò un litigio terminato con il ferimento del napoletano, poi operato in ospedale. Il nordafricano si è difeso dicendo di essere finito nel mirino di alcuni soggetti italiani che, con metodi riconducibili alla criminalità organizzata, avevano iniziato a fare richieste di denaro, oppure a prendere carne senza pagarla. Poco prima dell'accoltellamento, l'imputato aveva denunciato il furto di 2850 euro spariti dalla cassa. Tornando al negozio, aveva poi trovato il 45enne napoletano.

L'ESTORSIONE. Il magrebino, difeso dall'avvocato Luca Campana, deve però anche rispondere di un caso di estorsione, per il quale è a processo anche un 41enne brindisino, difeso dall'avvocato Dennis Gori. I due si impossessarono della Peugeot 206 del socio del macellario, un secondo magrebino, chiedendogli in seguito 200 euro per la restituzione della vettura. La pubblica accusa ha chiesto condanna a 9 anni e 2000 euro di multa per il 50enne magrebino, 4 anni di reclusione invece per il brindisino.