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Sanità privata, presidio davanti alla Sol et Salus: 'Contratto fermo da 12 anni'

Presidio dei lavoratori che hanno aderito allo sciopero: per il settore, il contratto è scaduto nel 2007

Attualità Rimini | 15:18 - 28 Gennaio 2019 Il presidio dei lavoratori davanti la clinica privata Sol et Salus Il presidio dei lavoratori davanti la clinica privata Sol et Salus.

Lunedì mattina, davanti alla clinica Sol et Salus di Torre Pedrera, si è svolto un presidio a sostegno dei lavoratori della Sanità privata, nell’ambito della mobilitazione e sciopero regionale per un contratto non rinnovato da 12 anni. La mobilitazione è stata realizzata, "per ripristinare un giusto salario, per il riconoscimento della valorizzazione professionale e per dire basta a dumping e precariato. Il campo di applicazione riguarda i dipendenti di tutte strutture del territorio che riconoscono: i contratti collettivi nazionali di Aris (Associazione religiosa istituti sociosanitari) e Aiop (Associazione italiana ospedalità privata)".

Lo sciopero è stato indetto dai sindacati di categoria Fp/Cgil, Cisl/Fp, Uil/Fpl dell’Emilia Romagna e fa seguito alla protesta nella regione Lazio dello scorso 14 dicembre.

A livello regionale coinvolge oltre 7.500 occupati e il settore della sanità privata gestisce il 25% dei posti letto pubblici e genera (secondo dati forniti dalla stessa AIOP) oltre 730 milioni di fatturato.

Nella Provincia di Rimini interessa strutture sanitarie, accreditate, e non, con il Servizio Sanitario Nazionale, quali Casa di cura Villa Salus, l’ospedale privato accreditato Sol et Salus, l’ospedale privato accreditato Villa Maria, Luce sul mare Onlus, Casa di cura Montanari e Centro medico San Patrignano per quasi 700 addetti complessivi tra infermieri e personale tecnico sanitario, operatori socio-sanitari, amministrativi (esclusa la dirigenza medica).

"E’ un settore in cui il Contratto Nazionale di Lavoro è scaduto nel 2007 - si legge in una nota congiunta dei sindacati - vale a dire da ben 12 anni. L’ultimo rinnovo contrattuale normativo risale al 2005 e per la parte economica dal 2007, i dipendenti da allora non hanno avuto nessun aumento economico e nessun riconoscimento professionale malgrado sia evidente come queste Aziende garantiscano prestazioni “pubbliche” ai cittadini attraverso il fondamentale lavoro di infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari e personale amministrativo sempre più qualificato.

Tutto ciò nonostante il “mercato della salute” sia significativamente garantito dall’accreditamento pubblico.

Queste aziende hanno continuato a fare utili anche in questi anni, ma dal 2007 negano il rinnovo contrattuale ai loro dipendenti. Utili che in pochissime occasioni hanno visto tra l’altro il doveroso riconoscimento ai dipendenti della produttività. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata rivendicano un giusto salario e la più che meritata valorizzazione professionale.

Fp/Cgil, Cisl/Fp e Uil/Fpl respingono la posizione delle Aziende che vorrebbero prima avere aumenti sulle tariffe dell’accreditamento per poi riconoscere aumenti ai lavoratori. Questo non è accettabile soprattutto perché gli utili generati ad oggi non evidenziano alcuna crisi del settore, e sono anche il frutto del lavoro di quel personale che non ha minimamente visto riconosciuta la propria professionalità e competenza acquisita in questi 12 anni di blocco contrattuale.

In questi anni le aziende non si sono fermate nelle riorganizzazioni con turni sempre più intensivi e sempre maggior flessibilità/disponibilità chiesta agli operatori. I professionisti si sono visti anche caricare di ulteriori oneri economici come l’obbligo dell’iscrizione agli ordini e la richiesta di assicurazione “obbligatoria” professionale per la colpa grave.

Siamo dunque di fronte ad un impoverimento degli stipendi - concludono le sigle - che non solo va fermato ma che deve recuperare il potere d’acquisto, senza contare il danno di natura previdenziale sulle future pensioni".