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La visita a Rimini del sottosegretario Molteni diventa un caso

Presentate due interrogazioni parlamentari. La Lega risponde al sindaco Gnassi

Attualità Rimini | 07:07 - 26 Gennaio 2019 Il sottosegretario Nicola Molteni (Lega) Il sottosegretario Nicola Molteni (Lega).

E' diventato un caso la visita di giovedì a Rimini del sottosegretario Nicola Molteni (Lega), affiancato dal sottosegretario Jacopo Morrone, un doppio sopralluogo, tra gli uffici di piazzale Bornaccini e lo stabile di via Bassi, per verificare sul campo la migliore soluzione per la nuova sede della Questura. Il sindaco Andrea Gnassi, in una nota, è andato all'attacco, sottolineando di essere stato completamente all'oscuro della visita istituzionale, chiamando in causa, oltre alla Lega,  anche il Questore Improta e il Prefetto Camporota. Nella mattinata di giovedì era stato convocato, alla presenza dei sindaci del territorio, il Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza: tema centrale proprio la cittadella della sicurezza. Il precedente governo aveva infatti stabilito di trasferire in modo temporaneo gli uffici della Questura in piazzale Bornaccini, nel contempo recuperando l'immobile degradato di via Bassi, trasformandolo nella cittadella della sicurezza, sede della Questura, ma anche della Polizia Stradale e della Guardia di Finanza. Il nuovo governo sta invece valutando di accantonare il progetto e di trasferire stabilmente la sola Questura in piazzale Bornaccini. A prescindere dalle diversità di veduta politica, Gnassi ha criticato la mancata pubblicizzazione dell'incontro. 

LA RISPOSTA DELLA LEGA A GNASSI. La Lega, in una nota del deputato Elena Raffaelli (assessore del comune di Riccione), parla di breve visita di cortesia e di strumentalizzazione da parte di Gnassi. "Ci chiediamo se un amministratore pubblico che ha lanciato pesantissime critiche ideologiche contro il Governo, e in particolare sul decreto sicurezza, dispensando falsità a piene mani, possa darci lezioncine di correttezza istituzionale. Gnassi rifletta a lungo prima di parlare: la leale collaborazione fra istituzione dovrebbe essere reciproca. E non quando fa comodo al sindaco di Rimini".

IL CASO ARRIVA IN PARLAMENTO. Nel contempo, il deputato Marco Di Maio e il senatore Daniele Manca, entrambi del Pd, presenteranno due interrogazioni parlamentari. "È un fatto molto grave confondere le istituzioni con il proprio partito. Lo è se a farlo sono a membri del Governo e ancor di più se ad essi si affiancano strane dimenticanze del prefetto e del questore", si legge in una nota congiunta. L'interrogazione sarà presentata "per difendere l’imparzialità delle istituzioni e i corretti rapporti che devono essere garantiti da Questura e Prefettura sul territorio con tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche”. 

INTERVENTO DEI SINDACI RIMINESI DEL PD. Infine l'ultima nota della giornata è dei sindaci Pd della Provincia di Rimini: Santi (Gemmano), Parma (Santarcangelo), Sabba (Veruccho), Guerra (San Leo), Morelli (San Giovanni in Marignano), Amati (Poggio Torriana), Cecchini (San Clemente), Fattori (Maiolo) e Grilli (Montegridolfo). I sindaci chiedono il rispetto del patto per la sicurezza stipulato dal precedente Ministro dell'Interno Minniti e i rappresentanti del territorio riminese. Patto per la sicurezza che includeva anche la realizzazione della 'cittadella'.  Un appello condiviso successivamente anche dal sindaco Giannini (Misano).