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Riccione, studio su inceneritore, Maggioranza e M5s presentano mozione congiunta

Dagli enti preposti chiesti maggiori controlli e revisione su metodi dei monitoraggi

Attualità Riccione | 15:27 - 22 Gennaio 2019 Riccione, studio su inceneritore, Maggioranza e M5s presentano mozione congiunta

Una mozione mozione sull’inceneritore in merito ai risultati emersi dalla ricerca Unimore commissionata al Dipartimento di Scienze e metodi dell’Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia: sono pronti a presentarla in Consiglio Comunale a Riccione la Maggioranza Consiliare e il Movimento 5 stelle. Si tratta di uno studio di sostenibilità sulla gestione dei rifiuti con riferimento all’uso dell’inceneritore di Raibano.

Anche se i valori riscontrati dai campionamenti di questi anni confermano la presenza delle concentrazioni degli inquinanti all’interno dei limite di legge (previsti dal D.Lgs. 152/06 e successivi aggiornamenti), i dubbi sorti dallo studio vanno direttamente alla fonte del metodo sopra il quale si è creato tutto il sistema dello smaltimento dei rifiuti.

Nei mesi scorsi i ricercatori universitari hanno svolto una serie di monitoraggi e di carotaggi su terreno per verificare le ricadute dell’impianto sui terreni, le acque e nell'aria.


Occorre sottolineare che lo studio universitario mette in discussione la ratio con la quale è stato studiato e progettato il Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti (Delibera n.67 del 3 maggio 2016).

La diatriba nasce in quanto il metodo LCA - Life Cycle Assessment - utilizzato dalla Regione, sul quale il Piano Regionale stesso poggia, non ha tenuto conto dei parametri indicanti le ripercussioni ed effetti tossicologici sulla popolazione, soggetta alla presenza del termovalorizzatore, ma concentrandosi solamente sul vantaggio di recupero di materia ed energia.

Gli stessi studi del progetto “Moniter”, un progetto nato come strumento di controllo per gli effetti derivanti sulla popolazione dai gas emessi al camino, non riescono ancora a “stabilire l´effettivo rapporto causale tra esposizione ed effetti misurati”.

Infatti “per valutare quanto e con quali conseguenze quelle popolazioni siano esposte alle emissioni degli inceneritori e termovalorizzatori, sono dunque necessarie rilevazioni mirate, che prevedano l´individuazione della popolazione residente nelle aree di indagine, l´analisi delle caratteristiche socio-demografiche e l´attribuzione di livelli di esposizione all´inquinamento da inceneritori e da tutte le fonti presenti nell´area.”

(Fonte:https://www.arpae.it/pubblicazioni/moniter/generale_655.asp)

La mozione sulla quale sarà chiamato ad esprimersi il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta ad adoperarsi per chiedere agli enti preposti ( ATERSIR e ARPAE) un maggiore controllo, consigliando una cadenza bisettimanale, al fine di monitorare, come ribadito nella ricerca Unimore, in maniera puntuale e marcata le emissioni del Termovalorizzatore di Coriano potenziando, cosi, anche il progetto “Moniter” e  “progettare una campagna di misura tali da poter misurare anche le piccole concentrazioni da eseguirsi integrata ad uno studio modellistico mirante ad individuare la presenza del pennacchio nelle differenti condizioni meteorologiche e le interferenze di altre fonti” come scritto nelle conclusioni finali dello studio universitario;  all’Azienda Unità Sanitaria Locale di consultare gli elenchi delle patologie oncologiche, avvenute nel territorio, al fine di verificare le correlazioni tra salute ed emissioni dei fumi postcombustione attivando, di conseguenza, anche uno studio epidemiologico; al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare la revisione dei limiti di concentrazione delle sostanze presenti all’uscita dai camini; un ampliamento del range di campionamento a tutte quelle sostanze ancora non presenti nello spettro d’interesse dei vincoli ministeriali, come sottolineato dai ricercatori di UNIMORE.

Lo scopo finale sarà quello di avere una più ampia ed accurata conoscenza susseguita da una possibile rielaborazione sulla scelta della metodologia di smaltimento più adatta al nostro territorio rimanendo sempre all’interno del principio dell’autosostenibilità.