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Assolta Guardia di Rocca a cui una donna tolse la pistola per suicidarsi

L'allievo militare era accusato di colposa omissione nella custodia delle armi, il fatto nel 2017 in un laboratorio di falegnameria

Cronaca Repubblica San Marino | 08:16 - 19 Gennaio 2019 Rilievi dopo il fatto, foto repertorio Rilievi dopo il fatto, foto repertorio.

Assolto per insufficienza di prove: è finito così l’incubo di un allievo Guardia di Rocca della Repubblica di San Marino che nel maggio del 2017 fu accusato di omissione della tutela di custodia di armi. A lui, dopo aver scoperto il cadavere del compagno suicida e aver chiamato forze dell'ordine e ambulanza, una donna di 48 anni aveva strappato dalla fondina la pistola di ordinanza e si era sparata al cuore. Accadde a Castello di Domagnano, a San Marino, il 27 maggio 2017. La donna non avrebbe retto alla scoperta del suicidio del marito, 60enne, impiccato nel capannone della propria ditta, e approfittando della distrazione del un militare gli aveva preso l'arma e l'aveva rivolta verso di sé. Nella simulazione dei fatti avvenuta durante il processo, è emerso che la sottrazione dell’arma dalla fondina può essere repentina e che avere o meno la pistola carica sia un fatto discrezionale.