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Pompe funebri controllavano le camere mortuarie degli ospedali, arresti e perquisizioni anche a Rimini

Oltre 300 carabineri impegnati tra Bologna, Ferrara e Rimini, gli infermieri agganciavano i parenti dei defunti

Cronaca Nazionale | 09:07 - 17 Gennaio 2019 Infermieri proponevano ai parenti dei defunti specifiche pompe funebri Infermieri proponevano ai parenti dei defunti specifiche pompe funebri.

I carabinieri di Bologna hanno smantellato due cartelli di imprese di pompe funebri che controllavano le camere mortuarie dei due principali ospedali cittadini riuscendo in pratica ad avere il monopolio nell'aggiudicazione dei servizi funebri. Sono 30 le misure cautelari e 43 le perquisizioni eseguite da 300 militari tra le province di Bologna, Ferrara, Modena, Rimini e Gorizia che hanno sequestrato un patrimonio di 13 milioni di euro. Gli infermieri agganciavano i familiari dei defunti, mettendoli in contatto con i referenti delle varie agenzie di servizi, proponendo quelle più economiche o efficienti. Questi poi fornivano dettagli e indirizzavano i clienti verso gli uffici per le pratiche. Al vertice invece c'erano i rappresentanti di due consorzi, che dividevano i compiti e ridistribuivano le somme guadagnate. E' questa la catena organizzativa ricostruita dai carabinieri del reparto operativo - nucleo investigativo e della Compagnia Bologna Centro, che hanno smantellato un business legato al settore funerario. I militari stanno eseguendo un provvedimento emesso dal Gip per 30 persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, corruzione di incaricato di pubblico servizio, riciclaggio e violazioni connesse alla responsabilità amministrativa degli enti. Secondo le indagini i due 'cartelli' controllavano le camere mortuarie dei due principali ospedali cittadini, il Maggiore e il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi.

Le indagini hanno documentato anche sistematiche condotte di riciclaggio promosse e coordinate dagli indagati di vertice, con il reinvestimento del rilevante 'nero' aziendale, realizzato con mancata fatturazione di parte dei servizi funerari e gestito attraverso specifiche contabilità parallele da parte di altre persone, incaricate della specifica mansione. Lo stesso denaro veniva di fatto impiegato per soddisfare la provvista corruttiva e implementare le singole fette di guadagno.