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Rimini Calcio, il presidente Grassi tuona: 'I giocatori e anche mister Acori sono sotto esame'

'Il bilancio al giro di boa non è accettabile: la squadra gioca male, in trasferta è un disastro'

Sport Rimini | 15:40 - 10 Gennaio 2019 Il presidente Giorgio Grassi assieme a Valerio Nava e Gianmarco Piccioni Il presidente Giorgio Grassi assieme a Valerio Nava e Gianmarco Piccioni.

Nel giorno della presentazione dei due nuovi acquisti del Rimini Calcio Gianmarco Piccioni, classe ’91 proveniente dal Teramo, e Valerio Nava, classe ’94 svincolatosi dalla Pro Piacenza, irrompe a gamba tesa il presidente Giorgio Grassi. Ne ha per tutti: la squadra e il tecnico Acori, anche se non viene mai nominato. Però a domanda precisa se i suoi strali siano rivolti anche al buon Leo, Grassi ammette: "Anche lui è sotto esame". Ne ha anche per la società e il ds Tamai: “Quando bisogna rifare la squadra significa che anche noi abbiamo fatto degli errori”. Meno male. “Abbiamo scommesso su questi giocatori, avremmo potuto fare in estate una selezione più dura, poi il rendimento dice che se noi vogliamo andare avanti dobbiamo trovare altre persone”.

Comincia insomma in maniera pirotecnica il nuovo anno. A suo tempo in maniera robusta Grassi aveva critica gli imprenditori cittadini, molti dei quali sono coinvolti nel progetto cestistico RBR, poi la Lega di serie C, ora nel suo mirino finisce il suo Rimini, i giocatori e lo staff tecnico. Tanto che in questo momento solo i due nuovi arrivati, cioè Piccioni e Nava – assicura Grassi - devono sentirsi al riparo da sorprese. Gli altri? Qualcuno potrebbe partire da qui a fine gennaio. Se voleva dare una scossa in vista della partita di Trieste, il presidente c’è riuscito alla grande.

“Ho guardato il nostro score e non è accettabile – attacca Grassi – in trasferta abbiamo perso cinque volte di fila, raccolto un solo punto e non abbiamo mai segnato perché non diamo un tiro in porta – attacca a testa bassa Grassi – qualcosa non va se in casa invece riusciamo a fare punti. A Meda abbiamo toccato il fondo e  non devono più accedere  episodi simili per rispetto dei nostri tifosi. Non abbiamo giocato a pallone, la squadra è stata inguardabile. E’ stato un disastro, una Caporetto”.  Cita l’esempio del piazzaiolo che con gli stessi ingredienti realizza una pizza buona e altre volte meno buona. Perché succede? E ancora: “Giochiamo male, non creiamo occasioni, i nostri gol su azione sono pochi”. Come le prenderà il mister queste parole? “Ho richiamato lo staff e i giocatori alle loro responsabilità: non ci saranno più attenuanti per nessuno visto che io rispetto i miei impegni li mantengo” tuona Grassi. Da qui l’intenzione di ricostruire il gruppo con giocatori di qualità.

Grassi dice una parte dei giocatori è in partenza, quelli che hanno giocato meno (“è inutile far perdere tempo a loro e a noi”) - ma Cicarevic potrebbe eseere salvato ("fa cose straordinarie in allenamento..."), ma anche gli altri non devono sentirsi inamovibili. E racconta Grassi che, dopola sua ramanzina alla squadra alla ripresa della preparazione, l’allenamento è stato ad altissima intensità.  “Hanno capito che o cambia la mentalità oppure per loro l’avventura a Rimini è finita. Se fossi stato a Meda il pullman sarebbe tornato vuoto e i giocatori sarebbero tornati in treno”.

Stefano Ferri