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Altra tegola sul Cocoricò, la Procura notifica un sequestro preventivo per 800mila euro

Dopo marchi della nota discoteca all’asta, nuovo provvedimento. De Meis: ‘Sono sereno’

Cronaca Riccione | 14:30 - 10 Gennaio 2019 La discoteca Cocoricò sulle colline riccionesi La discoteca Cocoricò sulle colline riccionesi.

Dopo la notizia del marchio Cocoricò all’asta assieme a quelli “Titilla” e Memorabilia” legati al noto locale riccionese per un valore di 423.500 euro – l’asta si svolgerà a cura dell’Istituto Vendite Giudiziarie per i Tribunali di Perugia Terni Spoleto – arriva un’altra tegola ed è lo stesso Fabrizio De Meis, general manager Cocoricò, ad annunciare che “un provvedimento di sequestro preventivo è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Rimini. Il perimetro investigativo nel cui ambito l’Autorità Giudiziaria ha adottato la misura è molto circoscritto e riguarda alcune contestazioni di irregolarità tributarie connesse alla società 'Mani Avanti' ed in relazione ai due esercizi 2015 e 2016”. Le Fiamme Gialle hanno proceduto a notificare il sequestro per un ammontare complessivo di oltre 800.000 euro nella mattinata di giovedì. La Procura contesta a De Meis  di essere all’epoca amministratore di fatto della società. I legali stanno già esaminando il provvedimento per valutarne nel dettaglio il contenuto, mentre De Meis si dice “assolutamente sereno e ripongo piena fiducia nel lavoro della Magistratura, certo che, nelle sedi opportune, saremo in grado di far emergere la mia estraneità ai fatti che vengono contestati. Resto a completa disposizione della Procura per contribuire a far chiarezza sulle vicende al vaglio degli inquirenti”.
Tutto avviene dopo la notizia rimbalzata sui quotidiani che vede il marchio Cocoricò, assieme a quelli del Titilla e di Memorabilia, all'asta: in questo caso i debiti contestati risalirebbero al 2015, quando una società che fa capo al dj Gabry Ponte aveva chiesto un pignoramento rivalendosi sul marchio non potendo farlo sull’edificio perché non è di proprietà di De Meis.