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Tassa di soggiorno, con il 2019 ecco i primi tre albergatori evasori

La Giunta Comunale di Rimini ha formalizzato tre proposte di denuncia, evasi 15.180 euro

Attualità Rimini | 13:26 - 09 Gennaio 2019 Tassa di soggiorno (foto di repertorio) Tassa di soggiorno (foto di repertorio).

Sono tre le proposte di denuncia-querela deliberate dalla Giunta Comunale nell’ultima seduta nei confronti di altrettanti gestori di strutture ricettive che hanno omesso di riversare l’imposta di soggiorno corrisposta dai propri ospiti. Si tratta del primo atto avanzato nel nuovo anno e riguarda una quota di imposta evasa pari a 15.180 euro. Nella denuncia a carico dei gestori inadempienti l’Amministrazione indica due ipotesi di reato, sia appropriazione indebita (ex art 646 del codice penale), sia peculato (ex art. 314 c.p). Spetterà poi all’autorità giudiziaria competente decidere l'effettiva fattispecie di reato configurabile.

L’imposta di soggiorno, da quando è stata introdotta nel 2012, ha registrato mediamente ogni anno una somma di 7 milioni di euro, cifra destinata interamente a finanziare interventi diretti e indiretti relativi alla valorizzazione e alla promozione dell’offerta turistica complessiva. Anche la previsione di incasso per il 2018 è stata stimata per la somma di 7 milioni (7.050.000), ma stando all’andamento attuale e soprattutto in considerazione del notevole afflusso di turisti registrato nel periodo delle festività natalizie grazie alla proposta del Capodanno più lungo del mondo, si ipotizza che a chiusura dei versamenti la quota sarà superiore a quanto messo in preventivo. Ad oggi, in attesa dei versamenti dell’ultimo quadrimestre in scadenza 16 gennaio, l’ammontare dell’imposta del 2018 relativo al periodo gennaio-settembre è di 6.780.000 euro.

Successivamente alla modifica del regolamento dell’imposta di soggiorno votata a novembre del Consiglio Comunale, sono state approvate le linee guida per la graduazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, che ora sono rapportate alla gravità delle violazioni accertate (500 euro per la violazione all’obbligo di accreditamento al gestionale on line, 250 euro in caso di mancata informazione ai turisti, mentre in caso di violazione all’obbligo di riscossione dell’imposta e rilascio della quietanza la sanzione è di 50 euro per ogni cliente). La sanzione per chi non riversa l’imposta o la versa solo parzialmente è pari al 10% dell’imposta non riversata (e ovviamente non esonera dal versamento dell’imposta evasa), mentre è di 500 euro la sanzione per omessa dichiarazione.