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Questura in piazzale Bornaccini, ancora proteste del Pd: 'Tradito il patto per la sicurezza'

I dubbi del deputato Marco Di Maio pronto a un'interrogazione parlamentare

Attualità Rimini | 17:28 - 05 Gennaio 2019 Il deputato del pd Marco Di Maio Il deputato del pd Marco Di Maio.

"Per la Questura di Rimini il Governo non ha trovato alcuna soluzione. Quella di piazzale Bornaccini era una soluzione temporanea già definita da Comune, Provincia e Regione in attesa di addivenire alla soluzione concordata per sbloccare l'immobile di via Ugo Bassi. Che con la geniale idea del Governo, rivendicata dal sottosegretario Jacopo Morrone, viene definitivamente condannato al degrado, in un'area strategica per la città. Si pregiudica il futuro di una fetta di territorio che avrebbe potuto finalmente trovare una risposta". Lo afferma il deputato romagnolo Marco Di Maio a proposito della vicenda che riguarda la nuova Questura di Rimini, annunciando anche la presentazione di un'apposita interrogazione parlamentare sull'argomento.

"Rendendo definitiva una soluzione provvisoria, invece, il Governo e i suoi esponenti si assumono la responsabilità di lasciare definitivamente al degrado lo stabile di via Bassi - prosegue Marco Di Maio -, di non dare attuazione al Patto per la sicurezza stipulato dalla città col Viminale nel 2017, di far tramontare il progetto di realizzare una "cittadella della sicurezza" che avrebbe dato una risposta concreta non solo alla Questura, ma anche ad alcune esigenze dei Carabinieri e soprattutto alla Guardia di Finanza che sta lavorando in uffici del tutto inadeguati". 

"Lo Stato sta pagando un affitto a beneficio di un soggetto privato - continua il parlamentare romagnolo - quando sull'immobile di via Ugo Bassi, se l'Inail avesse proseguito nell'impegno assunto anziché ritirare l'offerta, il canone di locazione pagato dal ministero dell'interno avrebbe ampiamente ripagato l'investimento e lasciato interamente in mani pubbliche il patrimonio e i soldi spesi. Il Governo ha ben poco di cui vantarsi: a meno che il complicare le cose e pregiudicare il futuro di un pezzo di città non sia considerato un merito".