Luned́ 21 Gennaio11:15:52
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

‘Un morto ogni tanto. La mia battaglia contro la mafia invisibile’, Paolo Borrometi a Santarcangelo

Il giornalista alla biblioteca Baldini con Brahim Maarad alla presenza del Prefetto di Rimini

Attualità Santarcangelo di Romagna | 12:18 - 05 Gennaio 2019 ‘Un morto ogni tanto. La mia battaglia contro la mafia invisibile’, Paolo Borrometi a Santarcangelo

Il giornalista Paolo Borrometi, da anni impegnato in prima linea nell’informazione sulle attività della criminalità organizzata, presenterà anche a Santarcangelo il volume “Un morto ogni tanto. La mia battaglia contro la mafia invisibile” (Solferino, 2018).
 
Giovedì 17 gennaio alle ore 18 la biblioteca Baldini ospiterà l’incontro, nel corso del quale l’autore racconterà il libro e la sua esperienza personale in dialogo con il collega Brahim Maarad, che torna a Santarcangelo per un nuovo appuntamento con l’approfondimento dedicato alla più stringente attualità. Nell’occasione interverrà per un saluto istituzionale – oltre al Sindaco Alice Parma – anche il Prefetto di Rimini, Alessandra Camporota.
 
“Anche nel 2019 si rinnova l’attenzione della biblioteca Baldini per l’attualità” afferma il sindaco e assessore alla Cultura, Alice Parma. “Un’impostazione alla quale come Amministrazione comunale crediamo molto, perché riteniamo fondamentale offrire a tutti i santarcangiolesi l’opportunità di essere aggiornati sul mondo che ci circonda attraverso la viva voce dei protagonisti. Dopo gli appuntamenti con Gigi Riva e lo stesso Maarad in materia di terrorismo, l’incontro con Paolo Borrometi segue quello dello scorso anno con Franco La Torre sui temi dell’antimafia. Oltre all’autore, tengo particolarmente a ringraziare il Prefetto di Rimini – conclude il sindaco – che con il suo intervento ha voluto segnare anche in questa occasione la presenza delle istituzioni quotidianamente impegnate nel contrasto alla criminalità organizzata”.
 
Un morto ogni tanto (Solferino) – “Ogni tanto un murticeddu, vedi che serve! Per dare una calmata a tutti!”. Nelle intercettazioni l’ordine è chiaro: Cosa Nostra chiede di uccidere il giornalista che indaga sui suoi affari. Ma questo non ferma Paolo Borrometi, che sul suo sito indipendente La Spia.it denuncia ormai da anni gli intrecci tra mafia e politica e gli affari sporchi che fioriscono all’ombra di quelli legali. Dallo sfruttamento e dalla violenza che si nascondono dietro la filiera del pomodorino Pachino Igp alla compravendita di voti, dal traffico di armi e droga alle guerre tra i clan per il controllo del territorio. Le inchieste raccontate in questo libro compongono il quadro chiaro e allarmante di una mafia sempre sottovalutata, quella della Sicilia sud orientale. Il tutto filtrato dallo sguardo, coraggioso e consapevole, di un giornalista in prima linea, costretto a una vita sotto scorta: alla prima aggressione, che lo ha lasciato menomato, sono seguite intimidazioni, minacce, il furto di documenti importantissimi per il suo lavoro, sino alla recente scoperta di un attentato che avrebbe dovuto far saltare in aria lui e la sua scorta. I nemici dello Stato contano sul silenzio per assicurarsi l’impunità, e sono disposti a tutto per mettere a tacere chi rompe quel silenzio. Il primo libro di Paolo Borrometi è una denuncia senz’appello su un fenomeno ritenuto in declino e in realtà più pervasivo di sempre, da combattere anzitutto attraverso la conoscenza del nemico. Perché il potere della mafia, come diceva Paolo Borsellino, è anche un fenomeno sociale, fatto di atteggiamenti e mentalità passive contro cui l’unico antidoto è l’esempio della resistenza e della lotta.
 
Paolo Borrometi – Nato a Ragusa nel 1983, laureato in Giurisprudenza, ha iniziato a lavorare al Giornale di Sicilia e ha poi fondato il sito di informazione e inchiesta La Spia. Oggi è un giornalista di Tv2000, collabora con l’agenzia AGI e con varie altre testate giornalistiche. Per il suo impegno di denuncia, ha ricevuto l’onorificenza motu proprio dal presidente della Repubblica. È presidente di Articolo 21, collabora con Libera, la Fondazione Caponnetto e con la Cgil.