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Pennabilli Django Festival, ecco i due gruppi che chiuderanno la grande rassegna musicale

In concerto 'Les Touches Louches' e il trio 'Ammentos'

Eventi Pennabilli | 11:46 - 29 Dicembre 2018 Les Touches Louches Les Touches Louches.

Domenica 30 dicembre si chiude l’edizione 2018 del Pennabilli Django Festival.


Alle 17.00 presso l’Hot Club Orto dei Frutti Dimenticati e alle 23.30 all’Hot Club Ostello Montefeltro il quartetto Les Touches Louches. Attivo a Bologna dal 2008, ricerca le proprie sonorità a partire da una miscela di swing e musiche popolari. I concerti dei Les Touches Louches creano l’atmosfera intensa di un viaggio, accompagnato dalle parole delle canzoni di Claudio Cadei, cantautore e compositore del gruppo. A questo repertorio di musiche originali se ne aggiunge un altro fatto di interpretazioni, che spazia da brani classici del gypsy swing, a musiche di varie tradizioni e proveniene, dal klezmer, al tango, alle melodie dei Balcani. Lo spettacolo che ne risulta è molto dinamico: vi sono parti movimentate in cui il violino e il clarinetto si armonizzano alla maniera delle fanfare est-europee; vi sono altri momenti in cui si abbracciano le atmosfere più intime dello swing.
 
Alle ore 21.15 Trio Ammentos. Ammentos in sardo significa “ricordi”, questa formazione nata nel 2003 è infatti il frutto delle collaborazioni che hanno coinvolto in passato i tre componenti in progetti comuni e spesso legati alla Sardegna. I tre musicisti: Peo Alfonsi alla chitarra, Fausto Beccalossi alla fisarmonica e Salvatore Maiore al contrabbasso, avevano già lavorato insieme in diversi progetti musicali e hanno deciso di iniziare questa avventura frutto delle esperienze già condivise e della grande passione che li accomuna. Le loro composizioni rivelano un carattere romantico, grande carica interpretativa e l’amore per i ritmi di matrice etnica. La ricerca del suono ha la priorità assoluta, sia nella scelta del repertorio, completamente originale, che negli arrangiamenti curati nei minimi particolari alla ricerca degli impasti sonori più suggestivi. La musica di questo trio si potrebbe definire come una perfetta fusione delle sonorità classiche con quelle etniche e jazz. Una musica che ha filtrato le diverse esperienze facendole proprie, reinterpretandole con una visione del tutto personale attraverso un processo puramente istintivo.