Domenica 21 Luglio23:43:48
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Rimini, la Giunta licenzia la proposta di Bilancio: confermate tutte le opere pubbliche

Attualità Rimini | 15:15 - 11 Dicembre 2018 Rimini, la Giunta licenzia la proposta di Bilancio: confermate tutte le opere pubbliche

Licenziata la proposta di Bilancio di previsione 2019 – 2021, uno degli atti principali dell’azione amministrativa che sarà ora portato all’esame del Consiglio comunale a Rimini per la sua approvazione entro il 31 dicembre prossimo.

Una scelta questa che porterà numerosi vantaggi sia di natura tecnica che contabile, come l’immediato finanziamento delle opere inserite all’interno del Piano Triennale dei LL. PP., la disponibilità immediata delle risorse che finanziano la spesa corrente che non dovrà essere suddivisa in dodicesimi.

“Un atto fondamentale – ha evidenziato l’assessore al Bilancio Gian Luca Brasini – perché rappresenta l’idea di programma di governo della città, delinea le scelte per il futuro della nostra comunità in termini di servizi, risorse e investimenti. Un bilancio che anche quest’anno comprende diversi punti di forza e aspetti virtuosi, a cui siamo giunti in un contesto estremamente difficile come quello nato all’indomani del 2008 quando è iniziata la crisi che ha modificato il modo di concepire i conti pubblici e la spending review imposta al nostro Paese è stata pagata principalmente dagli Enti Locali attraverso il taglio dei trasferimenti erariali che per il Comune di Rimini ed i riminesi ha significato ben 22 milioni di risorse in meno con cui fronteggiare le necessità di una collettività sia nel campo delle infrastrutture che dei servizi.

Una manovra del governo nazionale che è proseguita nel tempo con una serie di tagli occulti ma dalla forte incidenza sui bilanci degli enti locali, dall’esenzione dell’Imu sull’abitazione principale nel 2014, all’esenzione della Tasi per abitazione principale e agevolazioni IMU sui comodati, canoni concordati eccetera. Tutte misure che per il Comune di Rimini hanno significato ulteriori 5 milioni di euro, di cui uno riferito alle piattaforme Eni a cui si sono aggiunti 4,4 milioni di euro in meno dovuti al mancato rimborso dal Ministero di Giustizia delle spese anticipate dal Comune di Rimini, fino al 2015, per il funzionamento del Tribunale, modificando nel complesso l’intera composizione delle entrate correnti comunali. Se nel 2008 le entrate proprie erano il 71,49% e quelle derivate il 28,51, nel 2019 quelle proprie arriveranno al 90,92% mentre le derivate scenderanno al 9,08.

Ciò nonostante – ha proseguito l’assessore Brasini – noi non arretriamo individuando nel il mantenimento del livello e della qualità dei servizi il punto qualificante dell’intero Bilancio di previsione oggi in discussione. Presidio del welfare, della pubblica istruzione e della sicurezza; invarianza tariffaria dei servizi a domanda individuale; garanzia della qualità e quantità dei servizi resi; riduzione della spesa corrente; continua riduzione del debito; politica virtuosa degli investimenti; lotta all’evasione; attuazione di progetti volti ad incrementare la percentuale di riscossione delle entrate, erano, sono e rimangono i punti cardine qualificanti dell’intera azione di questa Amministrazione comunale che vede il 24% delle proprie risorse di parte corrente impegnate per lo sviluppo e tutela del territorio e dell’ambiente, il 15% per il sostegno dei diritti sociali e le politiche sociali e della famiglia, il 10% per il diritto allo studio, l’8 per i trasporti e diritto alla mobilità.

Un impegno sul sociale che non ci vede arretrare neppure nel campo delle opere pubbliche su cui confermiamo tutti i principali obiettivi contenuti nel piano triennale. Solo per restare tra le opere del 2019 sopra i 500.000 euro si tratta dell’attuazione Parco del Mare: Lungomare Sud - Interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana. Completamento Tratto 1 - Tratto 8 (4.716.000 euro); Completamento Centro Sportivo per il gioco del calcio nell'area Ghigi (3.418.262 euro); S.S. Adriatica - Costruzione rotatoria in prossimità stabilimento Valentini e collegamento via A. Moro (2.300.000 euro); Nuovo Museo Arte Contemporanea - 2° Lotto (2.200.000 euro); Cimiteri del Forese - Ampliamento Cimitero San Lorenzo in Correggiano (1.244.060 euro); Piano di interventi strutturali per la sicurezza degli edifici scolastici - Scuola Elementare Miramare (1.000.000 euro); Potenziamento e completamento degli itinerari ciclabili della Bicipolitana (876.999,44 euro); Nuovo asse stradale vie Coriano e Montescudo - 1° stralcio (845.000 euro); Manutenzione del patrimonio stradale (798.362,50 euro); Museo Fellini ex Cinema Fulgor (700.000 euro); Potenziamento della rete ciclopedonale in via Roma - via U. Bassi - via Settembrini (700.000 euro); Messa in sicurezza S.S. 16 - Sottopasso Fiabilandia (675.000 euro); Adeguamento funzionale della mobilità ciclabile lungo via Flaminia (644.800 euro); Realizzazione opere di urbanizzazione P.P. Tombanuova (576.000 euro).

Una grande attenzione che corre di pari passo con le politiche per la riduzione del debito, che il 1° gennaio 2019 scenderà di ben 50.000.000 rispetto a quello che abbiamo trovato all’inizio del nostro mandato il 1° luglio 2011, quando era pari a 141.352.322 euro.

Un Bilancio di previsione poi – ha proseguito Brasini – che si caratterizza per una grande attenzione alla pressione fiscale specie sugli immobili che, nel raffronto 2012 – 2018, cala del 20% per la quota a favore del Comune di Rimini, del 17% per quella dello Stato per un totale complessivo di -19% passando dai 555 euro di pressione fiscale pro-capite ai 449 del 2018. Anche sull’Imu Rimini, col suo 1,04 dell’aliquota ordinaria e la non applicazione della Tasi, si caratterizza nel confronto con gli altri comuni di riferimento come Bologna, Riccione, Cesena, Reggio Emilia, Ravenna, tutti all’1,06 più la Tasi. Una scelta che ha portato ad una stima di minor gettito IMU derivante dalle agevolazioni riconosciute dal Comune di Rimini di ben 1.585.000, di cui quasi la metà a favore dei canoni concordati e 500.000 per i capannoni artigianali e industriali. Una politica d’attenzione che si manifesta anche per quel che riguarda l’Irpef comunale, che viene applicata al minimo (0,3%) con l’esenzione per i redditi inferiori a 17.000 euro risultando nettamente inferiore nel confronto coi comuni più importanti della regione come Bologna (0 – 0,8), Modena (0,5 – 0,8), Ravenna (0,55 – 0,8) che applicano un regime fiscale più pesante.

Un’attenzione che corre di pari passo con l’impegno nella lotta all’evasione fiscale per l’affermazione e la difesa del principio di equità tra i cittadini. Una lotta importante e difficile che ha portato al 31 ottobre 2018  a incassare quasi 2 milioni di IMU e tributi su immobili evasi e 3,4 milioni di euro di TARI.”